
Nel Lazio, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma ed i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito all’alba di oggi, giovedì 18 maggio, un decreto di confisca emesso a carico di diverse persone già coinvolte in operazioni di polizia e destinatari di misure cautelari. In particolare, risulta coinvolto un gruppo di personaggi tratti in arresto nel febbraio del 2015, unitamente ad altre 49 persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, reimpiego di capitali di illecita provenienza, fittizia intestazione di beni, illecita, oltre a detenzione di armi e riciclaggio. Il decreto di confisca dei beni, ex art. 24 D.Lgs. 159/2011, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, è arrivato a seguito del sequestro anticipato dei beni eseguito, proprio nel febbraio 2015, unitamente alle misure cautelari in carcere.
Le indagini patrimoniali eseguite nell’ambito del procedimento di prevenzione avevano consentito di rilevare come i 10 soggetti Calì Antonino, Castelli Adamo, Celano Claudio, Colagrande Massimiliano, Costantino Andrea, Livi Danilo, Montali Emiliano, Pittaccio Marco, Scatena Mariano e Silenti Ferdinando, destinatari del provvedimento di sequestro, disponessero di beni del valore del tutto sproporzionato rispetto al reddito percepito e dichiarato da loro e dalle persone rientranti nel loro nucleo familiare, tanto da far ritenere che tali risorse economiche costituissero provento o reimpiego di attività delittuose. Il provvedimento è stato adottato su richiesta della D.D.A. (Direzione Distrettuale Antimafia) di Roma che, nel
valutare la perdurante pericolosità sociale dei 10 destinatari, aveva recepito la proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale avanzata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, basata sulla mancata dimostrazione della legittima provenienza dei beni nella loro disponibilità e la manifesta sproporzione tra il patrimonio accumulato dagli stessi e dai propri nuclei familiari negli ultimi 20 anni, rispetto al reddito dichiarato al fisco. Il provvedimento di confisca riguarda 6 esercizi commerciali ubicati a Roma, 12 società, 32 immobili, di cui 31 a Roma e provincia e uno a Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, in Calabria, 74 rapporti finanziari-bancari e 16 veicoli, il tutto per un valore complessivo stimato di all’incirca 10 milioni di euro. Nell’ambito della stessa operazione e sulla scorta dei medesimi presupposti i militari del G.I.C.O. del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo la confisca di beni nei confronti di un ulteriore soggetto, Criscuolo Giuseppe, pregiudicato napoletano, già appartenente al clan camorristico Mariano, ma da lungo tempo domiciliato nella Capitale ed in contatto con esponenti di spicco della criminalità romana. In tale contesto, la confisca ha ad oggetto un patrimonio già sottoposto a sequestro nel gennaio 2016, costituito da 6 fabbricati ubicati a Roma, 1 società a responsabilità limitata in Roma di affittacamere, case vacanze, bed and breakfast e residence, 3 autovetture e due rapporti finanziari-bancari, per un valore complessivo stimato all’incirca 6.200.000 euro. Con l’operazione portara a termine oggi, il Tribunale di Roma, la D.D.A. di Roma, L’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza di Roma hanno recuperato un ampio spazio di legalità, restituendolo alla collettività onesta.
Rocco Becce robexdj@gmail.com
Direttore Editoriale
