
In Basilicata, a Potenza, in una conferenza stampa iniziata nel primo pomeriggio di oggi, martedì 20 giugno, tenutasi alla presenza del presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella e dell’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pietrantuono, è stato fatto il punto della situazione sulla vicenda del “Centro Oli Eni” di Viggiano, in provincia di Potenza.
Nel corso dell’incontro sono stati forniti ai giornalisti presenti tutti i dettagli di una nota ministeriale con la quale si riclassifica la tipologia di incidente a seguito dello sversamento di greggio e rispondendo alle domande dei presenti il governatore ha rassicurato che “le attività del Cova riprenderanno soltanto quando avremo registrato che l’Eni avrà ottemperato alle nostre prescrizioni, come sta dimostrando di fare, e quando avremo ulteriori risultati dalle attività di approfondimento da noi messe in campo, che ci consentano una assoluta tranquillità”.
“È chiaro – ha aggiunto Pittella – che la nota del Ministero ci mette nelle condizioni di riconsiderare le prescrizioni dell’A.I.A., già oggetto di nostra valutazione e soltanto quando tutto sarà definito valuteremo i tempi di riapertura e per quanto riguarda la classificazione del greggio – ha chiarito Pittella – non è escluso che si apra un contraddittorio tra Eni ed il Ministero, che invece considera diversa e più pericolosa la tipologia del greggio, tanto da dichiarare la rilevanza dell’incidente avvenuto al Cova”.
“Noi nel frattempo – ha concluso il governatore Pittella – continueremo a monitorare, nell’ottica della massima trasparenza, avendo come unico obiettivo quello di garantire sicurezza assoluta ai cittadini”.
Il Ministero dell’Ambiente ha valutato rilevante l’incidente dello sversamento avvenuto a marzo al “Centro Olio Eni” in conseguenza di una diversa classificazione del greggio del Cova ai fini dell’applicazione della normativa Seveso.
L’assessore Pietrantuono ha anche chiarito che “non c’è correlazione tra la dichiarazione di incidente rilevante ed il danno ambientale: quest’ultimo sarà eventualmente accertato dalla conseguente procedura di controllo messa in moto dal Ministero, che agirà parallelamente a quella già in corso da parte della Regione Basilicata, Arpab e Ispra”.
La dichiarazione del Ministero è arrivata dopo una comunicazione del Comitato Tecnico Regionale, che richiama i contenuti della direttiva Seveso, che impone agli stati membri di identificare i propri siti a rischio.
“Tutto questo, comunque – ha spiegato Pietrantuono – potrebbe determinare nuove prescrizioni nell’ambito dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, da noi già riaperta”.
Redazione
Direttore Editoriale
