
La presidente dell’associazione “Vivere Donna” Carmen Paradiso, che da oltre 15 anni svolge l’attività di volontariato presso il reparto di Chirurgia Senologica del San Carlo di Potenza, ha scritto una lettera a seguito della decisione del pensionamento anticipato del dott. Enrico Mazzeo Cicchetti e dell’immobilismo dimostrato dalle istituzioni locali in merito e personalmente non posso che condividere quanto scritto.
Di questa situazione ne avevo parlato già lo scorso 2 febbraio su altri giornali online quando allora il senologo, chirurgo e primario del Reparto di Senologia, annunciò di dimettersi e per quel che mi riguarda, per ciò passato anche in famiglia, in questi ultimi lunghi mesi, dove su un caso di tumore al seno e un licenziamento dal posto di lavoro mentre l’ammalata effettuava cicli di radioterapia al Crob di Rionero in Vulture, causa poi vinta per una questione di caparbietà e rispetto su certe situazioni, dove non vi è stata nessuna solidarietà da nessun politico, dico nessuno, tanto meno dei sindacati di categoria, che come la politica tutta, pensano ai propri interessi e non a coloro i quali hanno di queste problematiche, non posso che allinearmi a quanto scritto su tale argomentazione.
Sappiate che prima o poi potrebbe essere utile, molto utile avere non solo una struttura sanitaria potentina all’altezza di certe situazioni come il San Carlo, ma sopratutto di avere dei bravi professionisti che sappiano fare davvero il proprio mestiere, in questo caso, il chirurgo, un lavoro che non si può assolutamente improvvisare, inventare o collegare all’ambito politico.
Spero che davvero qualcosa cambi in meglio in questa situazione, come già accaduto in passato e dove in tanti dormono sonni tranquilli ispirati non dalla professionalità, ma forse da tutt’altro.
Leggiamo ora insieme la lettera inviata da Carmen Paradiso alla quale mi metto a sua completa disposizione per altre possibili situazioni simili da far conoscere a chi forse è piu restio in questo ambito.
“Carissimo dott. Enrico Mazzeo Cichetti, mi trovo costretta a scriverle questa lettera pubblica come presidente dell’associazione “Vivere Donna” e a nome di tutte le donne che essa rappresenta.
Mancano pochi giorni al primo agosto, giorno che la vedrà, dopo una lunga carriera, andare in pensione e sappiamo tutti che questa è una decisione molto sofferta, nata dopo aver visto il lavoro di una vita chiudersi nel modo peggiore: bistrattato e umiliato.
Non c’è bisogno che le elenchi tutto quello che negli ultimi anni è stato fatto a suo danno. I fatti, purtroppo, li conosce meglio di chiunque altro. In altre regioni il suo reparto sarebbe portato ad esempio.
Un’unità complessa, quella che lei dirige, che rappresenta un modello di chirurgia senologica per tutto il Sud Italia, un’eccellenza della sanità Lucana.
Siamo a 285 casi di neoplasie mammarie trattate nell’ultimo anno, un dato questo che fa sì che la sua sia la chirurgia che opera più tumori in Basilicata e che fanno di lei il chirurgo oncologo più esperto della Basilicata.
Le relazioni multidisciplinari che la senologia chirurgica ha intrattenuto negli ultimi 15 anni con la chirurgia plastica, con la radiologia senologica, con l’anatomia patologica, con l’oncologia, con la radioterapia, con la fisiatria, hanno realizzato un percorso diagnostico-terapeutico-riabilitativo per la patologia neoplastica della mammella ottimale, rispondente agli standard internazionali che definiscono una Breast Unit.
Ma siamo in Basilicata, dove la politica brucia tutto al suo passaggio e dove antepone gli interessi personali a quelli dei pazienti, ed è così che nei mesi scorsi sono state accettate, senza battere ciglio, le sue dimissioni.
Ho letto solo tanti attestati di stima, di circostanza, da parte di molti politici locali, ma nessuna presa di posizione In merito.
Nessuno ha mosso un dito perché lei restasse e verrebbe da chiedersi del perchè, noto oramai a tutti e adesso che il fatidico giorno si avvicina sono qui a chiederle un ripensamento.
Non lo ha fatto nessuno, o meglio non lo ha fatto nessuno di questi personaggi che detengono il potere e lo faccio io che non ho nessun potere decisionale, ma ho il potere che mi hanno delegato tutte le donne lucane che lei ha curato.
Voi medici fate il vostro lavoro per missione e per dedizione verso gli altri, per questo le chiedo pubblicamente a nome mio e dell’associazione “Vivere Donna” e di tutte le donne lucane di rivedere la sua decisione.
Non lasciamo che la politica metta in piedi il suo disegno, ci stanno rassicurando che non ci sarà nessun ridimensionamento per il reparto di Senologia, ma io sinceramente di questi personaggi che non hanno mosso un dito per farla restare non mi fido e non mi voglio fidare.
Abbiamo portato avanti insieme tante battaglie, emblematica la raccolta delle 40mila firme per la realizzazione della Radioterapia presso il San Carlo, e Dott. Mazzeo le battaglie le sappiamo fare e vincere.
Vinciamo anche questa insieme e resti ad occuparsi delle donne presso la Chirurgia Senologica del San Carlo, glielo chiedo con il cuore”.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
