
Sono 5 le persone su 100 che in Italia soffrono di Diabete e negli ultimi trent’anni è addirittura raddoppiato.
La mortalità per le conseguenze di questa grave malattia, e lo avevo già scritto nella mia rassegna stampa quotidiana lo scorso 23 luglio, da alcuni dati è, però, diminuita del 20% nell’ultimo decennio.
È, comunque, una patologia più diffusa nelle regioni del Mezzogiorno, ma la cosa piu importante e sopratutto nuova è che questi dati scaturiscono da un sistema di diagnosi e cura con centri che funzionano meglio, come quello di Potenza che si trova nell’eccellente struttura ospedaliera del San Carlo, oltre a nuovi farmaci prescritti dagli stessi esperti e anche ad un sensore Bluetooth per monitorare costantemente la glicemia.
Infatti, applicando una tecnologia abbastanza semplice, la Diabetologia del San Carlo ha migliorato la cura e la qualità della vita delle persone affette da Diabete, che tra l’altro svolge attività quotidiane dedicate ai pazienti con Diabete Mellito con attività di screening e diagnosi precoce dedicate ai soggetti più a rischio ed alle donne in gravidanza.
Nell’ambito delle sue attività, il responsabile della struttura, il dott. Antonio Maioli, con la conoscenza e l’utilizzo delle più moderne tecnologie e l’applicazione di semplici metodiche basate su microinfusori e monitoraggio continuo della glicemia, persegue, da sempre, in primis l’importante obiettivo del raggiungimento dei targets terapeutici per i suoi pazienti insulino-trattati, ma nella stessa misura anche l’obiettivo di garantire la massima libertà per il paziente nella gestione quotidiana, a partire dall’installazione degli strumenti tecnologici che utilizza.
Sono circa 40 i pazienti insulino-dipendenti a cui l’ASP di Potenza, su prescrizione specialistica ha acquistato alcuni strumenti che beneficiano del “sensore per diabetici”, avendo ottenuto decisivi miglioramenti nella gestione della loro patologia.
Il sistema CGM utilizzato dal dott. Maioli è un dispositivo di monitoraggio continuo della glicemia indicato per rilevare valori e andamenti glicemici nelle persone adulte, sui bambini e ragazzi in età pediatrica dai 2 ai 17 anni, con diabete di Tipo 1 e Tipo 2, soggetti a terapia insulinica.
La vera e importante novità, come tra l’altro informa in una nota l’Ufficio Stampa del San Carlo, è che si tratta del primo dispositivo di monitoraggio in continuo della glicemia che non necessita di prelievi aggiuntivi dal polpastrello, mediante prelievo capillare per la conferma delle decisioni di trattamento.
Si tratta, di un sensore elettrochimico di piccole dimensioni, posizionato sotto la cute che misura ininterrottamente sino a 288 livelli di glucosio ogni giorno, uno ogni 5 minuti.
Ciascun sensore è un dispositivo monouso, sterile, ha una durata settimanale e viene inserito in totale autonomia dal paziente con un inserimento molto semplice e sopratutto indolore.
Grazie alla tecnologia Bluetooth integrata nel trasmettitore, il sistema di monitoraggio consente la visualizzazione remota completa di livelli glicemici, trend e dati su uno smart device compatibile dove si ricevono gli avvisi direttamente in caso di valori troppo alti o troppo bassi, potendo inoltre personalizzare avvisi e allarmi acustici, in modo da riceverli come messaggio di testo, per una maggiore discrezione e riservatezza
Per la gioia di molti genitori, utilizzando tale strumento è anche possibile attivare la preziosissima funzione Share, che consente la trasmissione in remoto, sino ad un massimo di 5 persone, attraverso un cloud server protetto di tutte le informazioni glicemiche e degli avvisi-allarmi.
La condivisione a distanza, inoltre, offre l’opportunità di essere monitorati in tempo reale dall’operatore sanitario, insomma una vera rivoluzione in questa malattia.
Rocco Becce robexdj@gmail.com
Direttore Editoriale
