
La morte di una 67enne, Maria Antonia Rondinelli, ha scosso la città di Teana, in provincia di Potenza, una piccola comunità di circa 620 abitanti, situato all’interno del Parco nazionale del Pollino.
Ancora una volta, sotto accusa le armi utilizzate per la caccia e la distrazione con la quale vengono possedute o utilizzate e, così, dopo la tragedia avvenuta a Savoia di Lucania, in provincia di Potenza, lo scorso pomeriggio di domenica 1 ottobre, dove ha perso la vita il 46enne Giovanni Agoglia, durante una battuta di caccia al cinghiale, ieri sera, intorno alle ore 20.00, è invece toccato ad una donna, uccisa accidentalmente da un colpo di fucile sparato al volto dal nipote 13enne con l’arma del padre, posseduta legalmente, rientrato a casa poco prima da una battuta di caccia.
Una storia davvero incredibile a sentirla e anche a raccontarla, dove al momento indagano gli inquirenti per capire meglio cosa sia realmente accaduto anche se la dinamica sembra oramai chiara.
Sul posto sono intervenuti prontamente il “118 Basilicata Soccorso”, i militari dell’Arma dei Carabinieri di Chiaromonte, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Senise, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Potenza che hanno accertato la dinamica dell’accaduto e posto sotto sequestro l’arma e l’abitazione, dove, purtroppo, si è consumata la tragedia.
Le indagini, sono coordinate dal pm, Rossella Maria Colella, la salma della vittima è stata trasportata all’ospedale di Lagonegro, in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria, mentre un fascicolo sarà aperto anche dalla Procura della Repubblica, presso il Tribunale per i Minorenni di Potenza.
Rocco Becce robexdj@gmail.com
Direttore Editoriale
