
In Basilicata, a Potenza, favorivano la prostituzione nel centro urbano e sfruttavano ragazze extracomunitarie e, quindi, è per questo che gli agenti della Sezione Criminalità Straniera della Squadra Mobile di Potenza, a seguito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza e su ordine del Giudice per le Indagini Preliminari, ha fermato tre persone, rispettivamente Salvatore Grippo, di anni 61, che intratteneva i rapporti con alcune ragazze, posto ai domiciliari, Mammbye Ndong, di 37 che pianificava gli incontri a Potenza, in provincia e anche fuori regione, sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e Susan Echefo, di 27, finita in carcere, che aveva finanziato il viaggio ad una donna e controllava la prostituzione delle ragazze a cui forniva clienti, informazioni utili sui luoghi dove sostare e come eludere i controlli della Polizia di Stato.
Tutti i fermati, sono responsabili a vario titolo dei reati in concorso e continuazione, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ed esercizio abusivo di professione.
Tutto è scaturito da una vasta attività di osservazione da parte della Polizia di Stato sugli ambienti della criminalità straniera e sul mondo della prostituzione di ragazze extracomunitarie, alloggiate in diverse strutture di accoglienza nel centro di Potenza, dove è venuto alla luce un giro di prostituzione che faceva arrivare ragazze anche dalla Nigeria, con viaggi in Italia finanziati dall’organizzazione, con denaro che le donne dovevano restituire, attraverso l’attività più vecchia del mondo.
Il tutto, ovviamente, veniva garantito prima con la consacrazione dell’impegno mediante celebrazione, nelle terre di origine, di riti pseudo religiosi che prospettavano conseguenze sfortunate in caso di violazione dell’accordo e, una volta arrivate in Italia, con minacce, ma grazie alla denuncia di Zaira, una giovane donna vittima di sfruttamento sessuale, gli agenti hanno raccolto indizi per arrivare agli arresti di oggi, venerdì 19 gennaio.
La ragazza ha raccontato di essere partita dalla Nigeria, grazie all’intermediazione di due suoi connazionali che le hanno anticipato il costo del viaggio, a patto che restituisse la somma di 30mila euro, lavorando come prostituta per conto di una donna, chiamata madame, che si trovava in Francia e che, inoltre, forniva i clienti e offriva informazioni utili sui luoghi dove sostare e come sfuggire ai controlli di polizia e in casi estremi forniva anche pillole abortive.
Per suggellare l’accordo, la ragazza è stata sottoposta ad una sorta di rito magico-religioso, in modo da far nascere in lei il timore delle conseguenze nefaste che sarebbero capitate ai membri della sua famiglia nel caso in cui non avesse mantenuto il patto.
Ospitata dal mese di aprile 2016 nella Casa di Accoglienza e Ospitalità “Don Minozzi” dell’Istituto Principe di Piemonte di Potenza, in via don Minozzi 36, dopo un lungo e terribile viaggio,.la ragazza è sbarcata nel nostro Paese, in Sicilia, a Lampedusa, in provincia di Agrigento.
Tutti i dettagli dell’operazione sono stati illustrati nella tarda mattinata di quest’oggi, presso gli uffici della Procura della Repubblica di Potenza dal Procuratore della Repubblica f.f., Francesco Basentini, dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Valentina Santoro e dal Capo della Squadra Mobile, Giuseppe Pontecorvo.
Rocco Becce robexdj@gmail.com
Direttore Editoriale
