
In Basilicata, a Potenza, presso il Palazzo di Giustizia, in via Nazario Sauro, si ritornerà il 20 gennaio prossimo, a discutere del processo sulle estrazioni petrolifere nella nostra regione.
47 sono le persone imputate, oltre a 10 società tra cui l’Eni.
Una situazione che non ha portato alcuna ricchezza alla nostra popolazione, anzi al contrario.
Non parliamo del prezzo della benzina già da tempo arrivato alle stelle, oggi a 1.67 euro al litro, la più cara di qualsiasi altre città italiane e dell’estero, e con un probabile inquinamento contestato da più parti e in particolare da diverse associazioni ambientaliste.
E poi, il caso di un invalido con disabilità al 100%, Giuseppe Zito, di anni 55, che con la sua compagna, invalida al 75%, restano “chiusi” a Viggiano, in un’abitazione di pochi metri quadri, nei pressi di una ripida discesa, nella foto qui pubblicata, in via Lungo Sant’Antonio Abate, al civico 13.
Un caso davvero tragico di cui ce ne siamo occupati alcuni mesi fa, precisamente in un articolo pubblicato lo scorso 16 febbraio.
Ma tutto ciò è rimasto inascoltato dalle istituzioni locali e regionali, come sempre, nonostante gli appelli lanciati in modo educato, dagli stessi interessati al sindaco della città lucana, Amedeo Cicala, eletto alle elezioni comunali del 25 maggio 2014 con la Lista Civica “Rinnovamento e Unione“, ai servizi sociali, al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella e al Prefetto di Potenza, Giovanna Cagliostro.
Ma ritornando alla giornata di ieri, mercoledì 6 giugno, nel corso dell’udienza svoltasi nel Tribunale del capoluogo lucano, i giudici hanno ammesso con riserva il fascicolo riguardante il memoriale lasciato dall’ingenere Gianluca Griffa, ex responsabile del “Centro Olio Eni” di Viggiano, in provincia di Potenza, con un contratto mensile stipulato da circa 8mila euro e due conti bancari cointestati con un parente, in totale di circa 400mila euro, morto stranamente suicida, impiccatosi nel mese d’agosto del 2013, in Piemonte, in un bosco di Montà d’Alba, una cittadina di circa 5mila abitanti, in provincia di Cuneo.
I pm Francesco Basentini e Laura Triassi, titolari dell’inchiesta avviata a Potenza, hanno appreso tutta la vicenda nel corso delle indagini, ricevendo lo scorso novembre il fascicolo dalla Procura della Repubblica di Alba.
Nel memoriale sono contenuti, insieme a dei file word, alcuni atti in cui l’ingegnere suicida avrebbe parlato già nell’anno 2012 delle perdite di greggio nel centro lucano e di altre situazioni anomale, addirittura quattro anni prima dell’inchiesta lucana avviata nel 2016.
I legali dell’Eni si sono opposti all’acquisizione del fascicolo e in particolare degli atti che avrebbero potuto essere alterati o, forse, modificati, come i files word.
È stato, così, infine, disposto l’ammissione per decidere in seguito sugli atti presentati in udienza, in un percorso giudiziario che si allunga sempre di più.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
