
Tra Basilicata e Puglia, terremoto sulla sanità pubblica all’alba di oggi, venerdì 6 luglio.
Una maxi-operazione denominata “Il Suggello“, è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Matera che ha portato agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Lauria, in provincia di Potenza, il Presidente della Giunta Regionale della Basilicata, Marcello Pittella, sospeso dalla sua carica in conseguenza della legge Severino e indagate altre 29 persone.
Tutti i dettagli, sono stati forniti durante una conferenza stampa svoltasi nella tarda mattinata di oggi, presso la Procura della Repubblica, al secondo piano del Tribunale del capoluogo lucano, alla presenza del Procuratore Capo, dott. Pietro Argentino, del pm, dott. Salvatore Colella e del Comandante Provinciale della GdF di Matera, Colonnello Domenico Tatulli e del Comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle di Matera, Ten. Colonnello Pasquale Pepe.
Le indagini sono durate diversi mesi e nella mattinata di oggi è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Giudice per le Indagini Preliminari di Matera, dott.ssa Angela Rosa Nettis per 2 indagati, altre 20 persone sono finite agli arresti domiciliari e per altre 8 all’obbligo di dimora.
“È un procedimento che trae origine da una denuncia presentata alcuni mesi fa da Antonio Antezza, ex dipendente della società cooperativa “Croce Verde Materana” – ha spiegato in conferenza il Procuratore Capo della Repubblica di Matera, dott. Pietro Argentino che ha aggiunto – il quale a margine di alcuni fatti rilevanti è stata evidenziata un’irregolarità contributiva da parte del suo datore di lavoro nell’espletamento del servizio appaltato dall’ASL di Matera per il trasporto di infermi, a suo dire, da personale non assunto”.
Sulla scorta di gravi indizi è stata delegata la GdF a ricostruire tutta la vicenda con l’avvio di operazioni tecniche di intercettazioni telefoniche e video-ambientali che hanno, così, consentito di accertare una serie di episodi criminosi consumati da alcuni dirigenti delle varie aziende sanitarie della Basilicata e di un’azienda sanitaria pugliese che hanno evidenziato il totale condizionamento della sanità pubblica da parte di interessi privatistici e da logiche clientelari politiche.
Le ipotesi accusatorie formulate hanno individuato nel presidente della Regione Basilicata, Pittella la persona che influenzava pesantemente le scelte gestionali delle aziende sanitarie e ospedaliere lucane nell’ambito dei concorsi indetti per la selezione e l’assunzione di personale.
“Un’altra figura di spicco, come si legge nell’ordinanza, era quella del direttore generale dell’ASM, Pietro Quinto, che intratteneva rapporti significativi con altre figure politiche e religiose di spicco, oltre che con esponenti del mondo imprenditoriale e dell’Università degli Studi di Bari e quello amministrativo della stessa azienda a loro volta supportati da altri dirigenti componenti delle commissioni d’esame”.
In sostanza, gli investigatori, come informato in conferenza stampa, si sono trovati in presenza di concorsi truccati, dove si taroccavano i punteggi a favore dei candidati raccomandati con la complicità dei componenti segretari.
Quattro sono le procedure risultate viziate, caratterizzate da abusi d’ufficio, rivelazioni indebite di segreti d’ufficio e falsi in atti pubblici sia per soppressione che ideologici, tra cui anche ipotesi di corruzione ricollegabili al conseguimento nell’aprile 2017, della laurea in giurisprudenza del figlio del direttore generale dell’ASM e a relativi incarichi.
Insomma roba da fare accapponare la pelle, ma solo dei poveri figli di gente normale, mentre da quanto capito dalle dichiarazioni del Procuratore Capo della Repubblica, Argentino, le indagini sembra che vadano ancora avanti e speriamo con ulteriori novità, mentre la politica d’opposizione insorge con diverse dichiarazioni, dopo quest’ultimo caso che ancora una volta ha fatto conoscere a livello nazionale soltanto in modo negativo la nostra Basilicata.
Intanto, questi sono i nomi di tutti gli indagati sino ad ora.
- Pietro Quinto – Direttore Generale dell’ASM di Matera – carcere;
- Maria Benedetto – Direttore Amministrativo dell’ASM di Matera – carcere;
- Maurizio Marcello Claudio Pittella – Presidente della Giunta regionale della Basilicata – arresti domiciliari
- Vito Montanaro – Direttore Generale dell’ASL di Bari – arresti domiciliari;
- Maddalena Berardi – Direttore Amministrativo dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza -arresti domiciliari;
- Alessandra D’Anzieri – arresti domiciliari;
- Davide Falasca – Dirigente amministrativo dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza – arresti domiciliari;
- Vito D’Alessandro – Impiegato amministrativo presso l’Azienda Sanitaria di Matera – arresti domiciliari;
- Anna Rita Di Taranto – Responsabile assunzioni dell’ASM di Matera – arresti domiciliari;
- Gennaro Larotonda – Direttore UOC Otorinolaringoiatria ASM Matera – arresti domiciliari;
- Luigi Fruscio – arresti domiciliari
- Carmine Capobianco – Membro Commissione di Concorso – arresti domiciliari;
- Grazia Maria Ciannella – Membro Commissione di Concorso – arresti domiciliari;
- Gianvito Amemdola – Responsabile Affari Generali e Personale CROB – arresti domiciliari;
- Agostino Meale – Ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università degli Studi di Bari; arresti domiciliari;
- Giovanni Berardino Chiarelli – Direttore Amministrativo CROB – arresti domiciliari;
- Rosanna Daniela Grieco – Collaboratore Amministrativo ASM Matera – arresti domiciliari;
- Domenico Petrone – Direttore U.O.C. Otorinolaringoiatria ASL Bari Ospedale Di Venere – arresti domiciliari;
- Lorenzo Santandrea – Direttore UOC Otorinolaringoiatria S. Carlo Potenza – arresti domiciliari;
- Gaetano Appio – obbligo di dimora,
- Cristoforo Di Cuia – Dirigente di Unità Semplice presso Azienda Sanitaria Matera – obbligo di dimora;
- Angela Capuano – obbligo di dimora;
- Roberta Fiorentino – obbligo di dimora;
- Carmela Lascaro – arresti domiciliari;
- Claudio Lascaro – arresti domiciliari;
- Roberto Lascaro – arresti domiciliari;
- Grazia Antonio Lascaro – obbligo di dimora;
- Francesco Mannarella – obbligo di dimora;
- Michele Morelli – obbligo di dimora;
- Roberta Fiorentino – obbligo di dimora;
- Ferdinando Vaccaro – obbligo di dimora.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
