
Per fatti accaduti in Basilicata, lo scorso mese di febbraio, quando una donna, dipendente di una società cooperativa, denunciò ad agenti della Squadra Mobile della Questura di Potenza di aver ricevuto un messaggio WhatsApp con la quale veniva minacciata la divulgazione di un filmato che la ritraeva mentre consumava un rapporto sessuale con il suo datore di lavoro, S.N., un 52enne, indagato per tentata estorsione, ed oggi, venerdì 28 settembre, finito agli arresti domiciliari.
Questo è avvenuto a seguito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di presso il Tribunale di Potenza e condotta da personale della Polizia di Stato, con l’ordinanza cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari, come informa in una nota stampa inviata in redazione, a firma del Procuratore Capo, dott. Francesco Curcio.
La donna durante la sua denuncia aveva raccontato agli investigatori di essere impiegata presso una cooperativa dove con il suo datore di lavoro ed amministratore aveva, effettivamente, avuto dei rapporti intimi e in seguito di aver ricevuto delle minacce tramite WhatsApp dall’arrestato, socio di minoranza, se non lo avesse aiutato a fargli cedergli le quote societarie o ad acquisirle alle proprie condizioni economiche.
Durante le indagini è emerso che nell’ultimo periodo tra i due soci vi erano stati dei contrasti nella gestione della società, tant’è vero che lo scorso agosto, in località Tito, in provincia di Potenza, l’arrestato incrociando l’autovettura dell’amministratore, lo costrinse a fermarsi, colpì ripetutamente il suo veicolo e lo minacciò di morte.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
