
In Calabria, a Castrovillari, in provincia di Cosenza, dopo l’incontro di ieri tenutosi in Basilicata, a Rotonda, in provincia di Potenza, presso il cinema Selene, in via Don Saverio Laurita, sulle stesse tematiche, nella mattinata di oggi, giovedì 20 dicembre, presso la sede del Parco Nazionale del Pollino, a Palazzo Gallo, si è svolto il workshop denominato “Uso illegale del veleno contro la fauna selvatica“.
L’iniziativa nata per informare e sensibilizzare Ie parti interessate e i comuni cittadini sul fenomeno dell’uso illegale del veleno in Italia è stata organizzata dai Carabinieri del Reparto Parco Nazionale del Pollino, dove si è discusso dell’mpiego dei Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA) uno strumento indispensabile per conoscere la reale entità del fenomeno avvelenamenti, per prevenirne I’uso e Iimitarne Ie conseguenze.
Ogni Nucleo è composto da un conduttore con uno o due cani che sono in grado di individuare e segnalare tutte Ie sostanze tossiche maggiormente utilizzate per confezionare i bocconi avvelenati da stricnina, pesticidi, ratticidi o altro.
I NCA operano effettuando sia ispezioni preventive, nelle aree reputate più a rischio, sia ispezioni di urgenza, su segnalazione del personale C.C. o di altri cariche istituzionali come sindaci, servizi veterinari delle aziende sanitarie locali o altri organi di Polizia, questo in caso di rinvenimento di animali morti.
Le ispezioni consentono di bonificare le aree interessate dal materiale tossico presente e di individuarne altre, durante eventuali perquisizioni in edifici ed automezzi, utili alle indagini di Polizia Giudiziaria.
I Carabinieri del Reparto Parco Nazionale del Pollino in queste due giornate, come informa una nota inviata in redazione, hanno illustrato Ie attività di contrasto all’uso illegale del veleno e Ie attività dei Nuclei Cinofili Antiveleno e si è discusso di fauna selvatica e reati connessi all’avvelenamento di animali d’affezione alla presenza di esperti.
Tra i presenti al convegno, il dott. Giuseppe Melfi, Direttore del Parco del Pollino, la dott.ssa Simona Manera, Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari, il Capitano Cristina Potenza, Comandante del Reparto C.C. del P.N. del Pollino e responsabile del N.C.A (Nucleo Cinofilo Antiveleno), Walter Filici, Veterinario dell’ASP di Cosenza-Distretto Sanitario Esaro Pollino Serv. Veterinario area C e il Brig. Cosimo Cervellera, Responsabile del U.C.A. (Unità Cinofila Antiveleno).
Contrariamente a quanto percepito l’uso illegale del veleno e una pratica molto diffusa, solitamente scatenata da conflitti tra alcuni allevatori e predatori, come volpi, lupi, orsi etc. o, anche, tra alcuni esponenti del mondo venatorio e i predatori, che possono alimentarsi di specie cacciabili, da dissidi interni tra alcuni cercatori di tartufi o tra tartufai e cacciatori.
I bocconi avvelenati vengono, inoltre, utilizzati anche in aree urbane e peri-urbane per eliminare cani e gatti randagi o per I’insofferenza verso animali domestici dei vicini di casa, costituendo, così, un serio pericolo anche per la salute pubblica.
Le vittime dell’uso illegale del veleno, quindi, non sono soltanto gli animali bersaglio, ma anche tutte Ie specie che vengono a contatto accidentalmente con i bocconi avvelenati o che si cibano a loro volta di carcasse avvelenate, senza sottovalutare il pericolo per I’uomo nel caso di contaminazione di punti d’acqua, in prossimità di zone abitate.
II contrasto a tale fenomeno, di cui non si parla molto ma che è molto diffuso sul territorio solitamente scatenato da conflitti di vario tipo da soggetti che vivono il Parco, rientra non solo nel doveroso compito di far rispettare Ie leggi vigenti, ma significa anche svolgere un ruolo efficace di conservazione attiva delle specie protette e della biodiversità degli ambienti naturali.
Ad aprire i lavori di oggi, il Direttore del Parco Giuseppe Melfi, che ha evidenziato l’importante ruolo svolto dai Carabinieri Forestali nella protezione della biodiversità animale in questa area, così, come nel caso dell’Unità Antiveleno presente nel Parco.
La dott.ssa Simona Manera ha invece evidenziato l’importanza di difendere gli animali attraverso la normativa vigente. Spiegando dettagliatamente l’ordinamento giuridico che tutela gli animali e a cosa si va incontro con la detenzione di esche e l’avvelenamento di animali.
Si è particolarmente soffermata sull’importanza del cittadino nel denunciare cause di avvelenamento e gli obblighi delle amministrazioni per le bonifiche delle zone in cui ci sono stati casi del genere.
Da un punto di vista giuridico, ha infine affermato, si potrebbe aprire una “nuova frontiera” che è quella di poter riconoscere il grado di sofferenza dell’animale.
I veleni, la loro storia, il loro uso, le statistiche e quali specie sono particolarmente colpite sono stati illustrati dall’accurato intervento del Capitano Potenza dei Carabinieri Forestali che ha, inoltre, messo in evidenza l’attività di prevenzione fatta tramite le ispezioni programmate e la repressione attuata tramite le ispezioni d’urgenza per la bonifica e l’acquisizione delle fonti di prova.
Subito dopo è stata la volta del dott. Walter Filici, medico veterinario, che ha tracciato un ampio quadro dei tipi di veleni, dei principi farmacologici e della sintomatologia degli animali colpiti dal veleno.
Infine, alla presenza di due splendidi esemplari di cani antiveleno, che operano nel Parco, il Brigadiere Cosimo Cervellera dei Carabinieri Forestali, Responsabile dell’Unità Cinofila Antiveleno, ha raccontato il suo rapporto con questi animali, l’importanza del cane in questa attività, il rischio a loro legati in questo tipo di attività e la particolare efficacia nel ritrovamento dei bocconi avvelenati.
Redazione
