
Si chiama Luca Scalta, il 21enne di Melfi, in provincia di Potenza, nato il 4 ottobre del 1997, fermato nella giornata di ieri, mercoledì 17 aprile, dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Melfi, al Comando del Capitano Carmine Manzi e dai colleghi della Stazione di Barile.
Il giovane, tradotto nel carcere di Potenza, è ritenuto responsabile di sfruttamento della prostituzione, atti persecutori e violenza privata.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza, guidata dal dott. Francesco Curcio e delegate ai militari dell’Arma, hanno consentito di accertare che sin dal giugno 2017, l’arrestato aveva fatto prostituire la sua giovane compagna di 23 anni con diverse persone anziane abitanti nel Vulture-Melfese, concordando il posto, le modalità e, ovviamente, il costo delle prestazioni sessuali, incassando e gestendone tutti i proventi illeciti.
Una pessima vicenda che, negli ultimi mesi, aveva assunto contorni ancora più inquietanti.
Infatti, la donna, nonostante fosse in avanzato stato di gravidanza, l’uomo aveva continuato a gestirne la sua prostituzione, trattandola addirittura come un oggetto a sua disposizione.
Inoltre, l’indagato, per soddisfare il suo bisogno di denaro, era giunto persino a minacciare, con insistenti telefonate e messaggi, uno dei clienti abituali che, giustamente, da quando si era reso conto di tale situazione, aveva fermamente rifiutato di avere altri rapporti sessuali.
Condotte, queste, che, sino a ieri, erano all’ordine del giorno e usate anche nei confronti di altri clienti per indurli ad accettare le sue richieste di nuovi incontri a pagamento con la ragazza.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
