
Nella mattinata di oggi, venerdì 6 dicembre, si è ritornato a parlare di commercio sui morti, un macabro sistema delinquenziale, avvenuto già tempo addietro a Potenza, come da link qui pubblicato.
https://www.robexnews.it/2017/11/27/potenza-truffa-al-cimitero-3-persone-arrestate-19-indagate/
In un’operazione denominata “Il Grido dell’Ade“, eseguita, tra Basilicata e Puglia, dagli agenti della Squadra Mobile della Questura Potenza, 6 persone sono state arrestate, di cui 3 tradotte in carcere, oltre ad una misura interdittiva del divieto di esercitare l’attivita imprenditoriali, per corruzione, concussione, peculato, turbata libertà degli incanti, induzione indebita a dare o promettere utilità, falso in atto pubblico, abuso in atti d’ufficio e soppressione di cadavere.
Inoltre, tra le 15 persone che risultano indagate, è stata data esecuzione anche ad un provvedimento di sequestro preventivo, per equivalente, sui beni personali e sequestrate due armi, tra cui una da sparo, oltre ad una somma di denaro contante ancora non quantificata, come si evince dal video inviato dalla Questura potentina.
Le misure cautelari sono state disposte su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo lucano, dal Giudice per le Indagini del locale Tribunale.
Stiamo parlando del cimitero di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, dove sono stati accertati 12 casi di salme estumulate, poi, messe in fosse comuni per rivendere illecitamente i relativi loculi con la complicità di pubblici dipendenti del comune, imprenditori e privati cittadini indagati per reati contro la Pubblica Amministrazione.
Una macabra scoperta che nel contesto delle indagini hanno riguardato l’affidamento di servizi ed appalti da parte del comune di Rionero in Vulture, e la gestione del cimitero, un sistema che di fatto orientava e monopolizzava l’aggiudicazione dei servizi e dei lavori pubblici.
II sistema, grazie al coinvolgimento di alcuni funzionari pubblici del comune lucano, si fondava sul ferreo e stretto controllo delle attività amministrative che facevano capo all’Ente territoriale laddove le stesse riguardavano l’affidamento di lavori e servizi.
E cosi, attraverso una rete di connivenza e complicità all’interno dell’amministrazione comunale, alimentata da rapporti corruttivi, un ben determinato gruppo di società, tutte facenti capo alla locale famiglia Aiuola, riuscivano ad ottenere e raggiungere una consolidata posizione monopolistica nel settore degli appalti pubblici e nella gestione del cimitero comunale ottenendo negli ultimi anni appalti per oltre due milioni di euro.
È stato anche evidenziato come la stessa famiglia indagata, che gestiva un’impresa di pompe funebri, aveva rapporti di gestione anche con il cimitero pugliese di Ortanova, in provincia di Foggia, dove sono stati accertati altri gravi episodi di corruzione, il tutto scoperto dagli investigatori, grazie ad attività tecniche di intercettazioni telefoniche e ad una denuncia sporta da un cittadino.
Un vero e proprio business consolidato, ma sopratutto vergognoso, che, attraverso una rete di connivenza e complicità è andato avanti sino all’alba di oggi e conclusosi, finalmente, dopo l’intervento della Polizia di Stato.
Questi sono i nomi degli indagati, sottoposti a misura cautelare personale:
1) Aiuola Emilio, di anni 64, nato a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza (carcere e sequestro preventivo per equivalente di beni nella disponibilità);
2) Napolitano Emilio, di anni 60, nato a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, (carcere e sequestro preventivo per equivalente di beni nella disponibilità);
3) Colonna Damiano, di anni 60, nato a Orta Nova, in provincia di Foggia (carcere e sequestro preventivo per equivalente di beni nella disponibilità);
4) Di Lucchio Lorenzo, di anni 50, nato a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza (arresti domiciliari);
5) Colangelo Amedeo, di anni 55, nato Rionero in Vulture, in provincia di Potenza (arresti domiciliari);
6) Cratere Nicola Biagio, di anni 56, nato a San Severo, in provincia di Foggia (arresti domiciliari);
7) Aiuola Carmela, di anni 39, nata a Melfi, in provincia di Potenza (divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale per 12 mesi).
Tutti i dettagli sono stati forniti, durante una conferenza stampa svoltasi nella tarda mattinata di oggi, presso gli uffici della locale Procura della Repubblica, dal Procuratore Capo dott. Francesco Curcio.
All’incontro con gli operatori dell’informazione vi erano, inoltre, il Procuratore Aggiunto, dott. Maurizio Cardea, il Capo della Squadra Mobile, dott. Donato Marano, il Commissario Capo e Portavoce della Questura, dott.ssa Francesca Leanza e l’Ispettore Superiore della Squadra Mobile, Pasquale Di Tolla.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
