
Al termine di due diverse indagini, ma tra loro collegate, in Basilicata, a Potenza, due persone sono finite agli arresti domiciliari.
Ad eseguire i fermi, nella mattinata di oggi, martedì 17 dicembre, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza, in collaborazione con il personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della GdF della Procura e della Squadra Mobile della Questura di Potenza.
Durante l’operazione, diretta e coordinata dalla locale Procura, sono finiti in manette l’ex dirigente dell’UNEP (Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti) della Corte di Appello di Potenza, Pasquale Guglielmo Di Gioia, per peculato aggravato e continuato di somme di denaro, di cui aveva la disponibilita in ragione delle sue funzioni pubbliche, per oltre 70mila euro e l’assistente giudiziario della Corte di Appello di Potenza, Claudio Giangrande, per favoreggiamento personale, in favore del già detenuto avv. Raffaele De Bonis e peculato aggravato e continuato di marche da bollo, per migliaia di euro di cui, pure il Giangrande, ne aveva la disponibilita in ragione della sua funzione.
Quanto al Di Gioia, il denaro illecitamente trattenuto era quello che riceveva dagli avvocati per l’esecuzione delle notifiche e che avrebbe dovuto versare alla Poste Italiane per i servizi di notifica degli atti giudiziari.
Le indagini sono state avviate da una segnalazione proveniente proprio dalla Presidenza della Corte di Appello di Potenza che aveva rilevato delle gravi irregolarita ed ammanchi nella gestione del denaro che doveva essere utilizzato per il pagamento delle notifiche.
Le investigazioni, che convergono su almeno 5 indagati, vanno avanti e sino ad ora hanno permesso di accertare anche il coinvolgimento di un altro funzionario impiegato nello stesso ufficio, il quale si e appropriato della somma di 7mila euro e che il Giudice ha, però, ritenuto insussistenti le esigenze cautelari.
Parte del denaro, come si legge in un comunicato stampa inviato in redazione e si evince anche da un video, è stato restituito dall’indagato, mentre per la metà della parte mancante, circa 30mila euro, è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per l’equivalente cifra eseguito dai militari delle Fiamme Gialle potentine.
La figura del Giangrande, come confermato in Procura, molto legato al De Bonis, è emersa nel corso delle indagini, a carico del legale, già arrestato, lo scorso 17 ottobre, per corruzione ed altri gravi delitti e attualmente ai domiciliari, come si evince dal link qui pubblicato.
L’uomo, indiziato di favoreggiamento, aveva proceduto anche alla bonifica dello studio del legale al fine di individuare eventuali cimici posizionate dagli investigatori.
Tutti i dettagli dell’operazione sono stati forniti durante una conferenza stampa svoltasi, nella tarda mattinata, al quarto piano del Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano e tenuta dal Procuratore Capo dott. Francesco Curcio.
Tra i presenti, il Procuratore Aggiunto dott. Maurizio Cardea, il Sostituto Procuratore, dott.ssa Maria Cristina Gargiulo, il Capo della Squadra Mobile della Questura potentina, dott. Donato Marano, l’Ispettore Superiore della Squadra Mobile, Pasquale Di Tolla e della Guardia di Finanza il Ten. Col. Antonio Perretta, il Capitano Antonio Larosa e il Luog. Giuseppe Lovito, responsabile della P.G.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
