
Ancora truffe in Basilicata, ma con leggi ambigue che ancora tutelano certi imbroglioni di turno, tanti in giro per l’Italia, che gravano su tutti noi.
Infatti sono e resteranno sempre anonimi e dalle forze dell’ordine non vengono citati neanche i luoghi dove si verificano certi fatti, questo non certamente per colpe loro, ma, aggiungo, per leggi, italiane.
Quindi non sapremo mai nomi e cognomi di queste persone e molti politici non vogliono neanche pene severe in merito, il tutto la dice lunga sui nostri parlamentari che ci governano da sempre e a modo loro.
Avevo anche pensato di non pubblicarlo quest’articolo, perchè si ripetono molto spesso simili situazioni in cui la privacy, in Italia, è sempre e soltanto per i più furbi, ma avrei fatto un torto ai militari della Guardia di Finanza che operano intensamente e con molta professionalità su questo fronte.
L’evasione delle ultime ore, comunque, è stata accertata dalla GdF di Viggiano, come informa una nota inviata dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle di Potenza, in Alto Sauro, una zona lucana che comprende i comuni di Abriola, Anzi, Calvello, Corleto Perticara, Guardia Perticara e Laurenzana, tutti in provincia di Potenza.
I militari, nell’ambito delle attività svolte a contrasto dell’evasione fiscale, ha sottoposto a verifica quattro imprese, due società, una ditta individuale ed uno studio professionale, tutti con sedi in un Comune dell’Alto Sauro ed operanti nel settore dell’edilizia.
Dalle varie verifiche effettuate i militari della Guardia di Finanza hanno scoperto fatture false per 2,5 milioni di euro.
Le evasioni sono state individuate attraverso l’utilizzo delle banche dati in uso all’Amministrazione Finanziaria che ha consentito, così, una mirata e preordinata attività di controllo scaturita da significativi elementi di pericolosità fiscale, individuati sulla base dell’attività d’intelligence, dell’analisi di rischio, del controllo economico del territorio.
In particolare, è stato accertato che i soci, i titolari ed i rappresentanti legali dei soggetti economici sono legati da strettissimi vincoli di parentela, e costituiscono un pericoloso sodalizio criminoso finalizzato all’emissione e scambio di fatture per operazioni inesistenti comprovanti fittizie forniture di materiali, prestazioni di servizio o esecuzione di lavori.
Una condotta che ha consentito di evitare il pagamento delle imposte dovute per un totale complessivo che si aggira sui 700mila euro.
Al termine delle attività, il titolare dello studio professionale, quello della ditta individuale ed i rappresentanti legali delle due società sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria competente per violazione agli artt. 2 ed 8 del D.lgs n. 74/2000, rispettivamente per l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
