
In Basilicata, nel carcere Melfi, in provincia di Potenza, dopo la rivolta messa in atto lo scorso 9 marzo, dai detenuti dell’Alta Sicurezza, con il sequestro di 4 agenti di Polizia Penitenziaria e 5 operatori sanitari, come da link qui pubblicato, lo Stato ha voluto dare una dura risposta, grazie ad un blitz compiuto durante la scorsa notte, con il ripristino delle regole interne.
“A prenderne parte, 300 unità della Polizia Penitenziaria e numerosi mezzi, appartenenti al Reparto di Melfi, ai vari Istituti di Puglia e Basilicata e del GOM (Gruppo Operativo Mobile), tutte alle dipendenze dell’Ufficio Regionale UST, coordinate dal Comandante del NIR (Nucleo Investigativo Regionale) della Penitenziaria di stanza a Bari, in collaborazione con il Comandante dell’Istituto penale lucano”.
A dichiararlo è Donato Sabia, nella foto, Segretario Regionale della “UILPA POLIZIA PENITENZIARIA“.
L’operazione è iniziata alle ore 2.30, si è conclusa alle 7.30 circa ed è stata eseguita con il supporto di 100 unità appartenenti alla Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco appartenenti ai comandi provinciali, che hanno provveduto a presiedere il perimetro esterno del carcere e di supporto ai relativi convogli delle traduzioni programmate.
La cittadina lucana è stata blindata per un’intera nottata.
Oltre 60 detenuti, personaggi di spicco della criminalità organizzata appartenenti a SCU, Camorra, Mafia Siciliana e ‘Ndrangheta, sono stati trasferiti in altre località segrete della penisola.
“Lo Stato, oggi ha vinto, è stata ripristinata la legalità all’interno della Casa Circondariale di Melfi”.
Così, conclude nella sua nota stampa, inviata in redazione, il dirigente sindacale, Sabia che porge i complimenti della UIL per la brillante e massiccia operazione portata a termine.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
