
“In questi circa 70 giorni di emergenza “Covid–19“, mai come in questo particolare momento storico gli operatori sanitari ed in particolare gli psicologi hanno un ruolo cruciale all’interno della rete multisettoriale. Questo, perchè sono interlocutori e mediatori dei messaggi veicolati dagli organi istituzionali e detentori di un rapporto privilegiato di dialogo con i cittadini. Un’efficace comunicazione è fondamentale per la costruzione e per la tutela della salute e, utilizzata con competenza, è un’opportunità ed un valore aggiunto nella strategia di contrasto alla diffusione del virus”.
È quanto spiegano gli esperti del “Corpo Soccorso Emergency“, guidato dal Comandante Colonnello, Salvatore Azzato, che con un team altamente professionale di psicologi esperti, hanno redatto questo vademecum a firma della psicologa dott.ssa Angela Viggiani, responsabile della “DIVISIONE PSICOLOGI DELL‘EMERGENZA“.
“Gli eventi recenti – si aggiunge in un comunicato stampa inviato in redazione – ci hanno costretto a modificare radicalmente il nostro mondo familiare, i luoghi e le abitudini che ci facevano sentire sicuri. Il termine emergenza si riferisce proprio a qualcosa che irrompe nelle nostre vite e che per questa sua caratteristica può farci sentire sopraffatti. È lecito, dunque, aspettarsi un qualche effetto di ritorno sulla psiche e non bisogna patologizzare anche le reazioni adeguate. È naturale ad esempio avvertire paura, ma dobbiamo evitare che diventi eccessiva e ci paralizzi. Le reazioni più comuni riferite ai servizi di ascolto, durante questa epidemia in corso, sono reazioni normali, di persone normali che devono far fronte ad una situazione del tutto straordinaria. Alcuni possono aver sperimentato o provare sintomi fisici (tremore, mal di testa, faticabilità, perdita di appetito), tristezza, umore deflesso, ansia, paura, irritabilità, rabbia, preoccupazione, senso di colpa, insonnia, incubi, ottundimento emotivo, sensazione di irrealtà o di stordimento e calo del desiderio sessuale. Sebbene abbiamo provato una o più delle sopraelencate reazioni, come esseri umani abbiamo una straordinaria capacità di resilienza, ovvero di adeguarci, non senza fatiche, alle condizioni stressanti. Qualora dovessimo sentire la necessità di essere sostenuti, può essere utile rivolgersi ad un professionista che ci aiuti a trovare le strategie migliori per noi”.
“Per dare una risposta immediata e strutturata al disagio socio-psicologico in questa situazione emergenziale – prosegue la nota stampa – noi del “C.S.E“, grazie al lavoro coordinato con diversi C.O.C. (Centri Operativi Comunali) regionali ed in particolare dall’8 marzo, con quello di Potenza, offriamo anche un servizio di PSP (Primo Soccorso Psicologico), dall’inglese PFA (Psychological First Aid) che si fonda sui fattori più efficaci per il recupero a lungo termine. Puntiamo ad aiutare le persone a sentirsi al sicuro ed in contatto con gli altri identificando le risorse presenti nella loro vita, come gli amici o la famiglia, fornendo suggerimenti pratici per soddisfare i propri bisogni e rinforzando la percezione di avere la capacità di affrontare la situazione attuale come individui ma parte di una comunità. In questi giorni e nei prossimi, per affrontare al meglio la “Fase 2“, sarà fondamentale riuscire a dare un significato positivo a questo periodo, al tempo in più che abbiamo trascorso con i nostri familiari e all’attenzione maggiore che abbiamo concesso a noi stessi, ai nostri bisogni e priorità. Guardare alla crisi come “opportunità” di tornare in modo del tutto nuovo ad apprezzare quello che abbiamo e a recuperare il senso di comunità, ci aiuterà a focalizzarci sulle emozioni positive e su come coltivarle”.
“Queste ultime – si conclude – sono importanti per l’adattamento, perchè amplificano il repertorio cognitivo e comportamentale delle persone e ne incrementano la capacità di costruire le proprie risorse fisiche, psicologiche, intellettuali e sociali per far fronte alle varie eventuali difficoltà”.
Redazione
