
I responsabili di una frode, perpetrata nel settore dei fondi europei, sono stati segnalati alla Procura competente, per il reato di truffa aggravata, il conseguimento di erogazioni pubbliche e per l’emissione e l’utilizzo di fatture, per operazioni inesistenti.
Si tratta di una somma di oltre 90mila euro, erogata dalla Regione Basilicata, ad una società di persone dell’area sinnica, nell’ambito delle agevolazioni per lo sviluppo e la qualificazione della filiera turistica del “Metapontino Basso Sinni”.
A scoprire il tutto, la Guardia di Finanza della Compagnia di Policoro, al comando del Capitano Marco Cappetta, che, in merito, ha condotto un’articolata attività di Polizia Economico-Finanziaria.
Gli accertamenti sono stati svolti attraverso l’analisi della documentazione contabile, bancaria e vari rilevamenti sul posto che hanno fatto piena luce su quanto accaduto.
Il rappresentante legale della società, titolare di una nota struttura ricettiva della zona, al fine di ottenere le provvidenze in parola, necessarie per ristrutturare l’attività, aveva presentato, alla Regione Basilicata, fatture attestanti l’acquisto di beni informatici, non conferenti con l’attività esercitata, presso una ditta individuale intestata ad un familiare, indicando costi notevolmente maggiorati, rispetto al prezzo originario.
La società controllata, ha fruito, così, di una sovrafatturazione finalizzata a prospettare una spesa sostenuta sensibilmente più elevata, rispetto ai normali prezzi e condizioni di mercato, in contrasto con quanto previsto dal bando regionale, con gli importi, volutamente gonfiati ed annotati sui registri obbligatori, che hanno consentito un indebito risparmio di imposta.
Donatina Lacerenza
Collaboratore
