
Associazione per delinquere, finalizzata al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione di donne orientali, di origine cinese.
È questo il reato contestato a 4 persone tra la Basilicata, Puglia, Lombardia e Lazio.
Nella mattinata di oggi, venerdì 4 dicembre, è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Matera, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha autorizzato anche 4 perquisizione ed il sequestro preventivo di un’abitazione, utilizzata a casa d’appuntamenti, del valore di circa 150mila euro.
Nell’operazione, denominata “Home Sweet Home” sono stati impegnati oltre 50 militari dell’Arma ed i provvedimenti sono stati eseguiti a Bernalda, in provincia di Matera, Altamura, in provincia di Bari, Milano e Formia, in provincia di Latina.
A Matera, si è, invece, proceduto al sequestro dell’immobile all’interno del quale avvenivano gli incontri con alcune prostitute.
Con il supporto, nella fase esecutiva, dei competenti locali Comandi territoriali dell’Arma, l’attività investigativa è stata condotta dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Matera, con metodi d’indagine tradizionali ed il ricorso ad attività tecniche, che ha permesso di individuare diverse persone che avevano costituito un vero e proprio sodalizio criminale, ciascuno con compiti diversi e ben delineati.
Infatti, un 63enne di origini cinesi S.D., in qualità di promotore ed organizzatore dell’associazione, aveva preso in locazione un appartamento nel quartiere Piccianello di Matera, trasformandolo in una casa di prostituzione.
L’immobile era stato dato in locazione da C.N., 56enne di Altamura, a sua volta a conoscenza dell’attività di meretricio che si svolgeva all’interno.
A partecipare attivamente al sodalizio criminoso, vi era anche P.F.L., 69enne di Bernalda, che si occupava di portare cibo ed acqua alle prostitute e di provvedere ai loro spostamenti per ogni necessità, come si evince anche da un video, qui pubblicato, inviato in redazione con un comunicato stampa.
Infine, un 54enne, di origine cinese, W.W., provvedeva a pubblicizzare le prestazioni sessuali delle donne, con specifici annunci su di un noto sito web di incontri, indicando anche un cellulare da contattare per eventuali appuntamenti.
Le indagini degli investigatori hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza anche in capo a due donne di origine cinese, al momento non ancora identificate che, sempre nell’ambito della stessa organizzazione, una si occupava di gestire le chiamate provenienti dai clienti, e di pianificare gli incontri con la prostituta all’interno della casa, l’altra, presente nello stesso appartamento, ma in una stanza separata, che riscuoteva i soldi dei clienti, provenienti dal capoluogo materano e da alcuni comuni limitrofi.
Per ogni prestazione sessuale, in media, veniva pagata la cifra di 50 euro, di cui 30 finivano nelle mani dell’organizzazione e 20 rimanevano alla ragazza che si prostituiva.
Gli accertamenti espletati hanno evidenziato che le prostitute, venivano sostituite a loro volta con altre ragazze, in media ogni due settimane circa.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
