
Invece di aiutare gli italiani lo Stato continua a buttare soldi un pò ovunque.
A cosa è servita l’Apple Immuni, sino ad oggi?
Proprio a nulla, almeno, così, sembra.
Questo servizio, promesso per attenzionare tutti noi dai positivi contagiati dal virus inarrestabile “Coronavirus“, è andato man mano sfumando.
Non in tanti avevano già scaricato sul proprio cellulare il servizio, ma adesso ancora di più lo stanno disinstallando da Nord a Sud, compreso il sottoscritto.
Questi sono i dati delle bassissime percentuali ottenute in molte regioni italiane che sono al di sotto del 15%, ad esclusione della nostra Basilicata, arrivata al 20,2%, più attenta delle altre, quindi, un buon esempio anche in questo.
Tra le altre regioni, svariate sono diverse le situazioni in merito.
Al Nord, la Valle d’Aosta è al 25,1%, la Provincia Autonoma di Trento 21,6%, la Lombardia 19,6%, la Liguria 19,5%, il Veneto 17,4%, il Friuli Venezia Giulia 16,5%, la Provincia Autonoma di Bolzano 16,2% ed il Piemonte 18,3%.
A seguire, al Centro, le Marche hanno il 19%, il Lazio 21,5%, l’Umbria 21,3%, la Toscana 24,6%, l’Emilia Romagna 24,2%, l’Abruzzo del 23,7% e Sardegna 22%.
E ancora, il Molise è al 16,5%, la Campania 12,9%, la Puglia 16%, la Calabria 14,2% e, infine, Sicilia 14,1%.
Il tutto, con una media nazionale del 12,5%, a dati non proprio recenti.
A proposito, quando è costato questo servizio risultato inutile?
Solo chi è vicino alla politica nazionale può saperlo e a noi poco interessa.
Su questo e tant’altro, indagassero le Procure italiane, considerato tutti gli sperperi commessi nel nostro Paese e nel mondo durante questa emergenza sanitaria nazionale e mondiale, considerato i tantissimi comunicati stampa inviati in redazione, sopratutto dalla Guardia di Finanza.
Ma, poi, per lungo tempo, si apriranno le porte delle carceri italiane, per i soliti imbroglioni di turno, considerato le lunghe cause nei tribunali italiani che superano gli oltre 12 anni ed una giustizia in crisi perenne?
Rocco Becce
Direttore Editoriale
