
Bucaletto da ghetto a quartiere laboratorio per un nuova urbanistica a Potenza.
È quanto emerso all’indomani del provvedimento assunto dalla Giunta comunale, che conclude la prima fase di un percorso che ha visto impegnati con l’amministratore unico di Ater Vincenzo De Paolis e il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
“L’Adozione del Piano attuativo per la costruzione di 5 fabbricati, con complessivi 70 alloggi e 10 locali, a Bucaletto rappresenta il primo tassello di quel mosaico che andremo a comporre nel futuro prossimo”.
Così il sindaco della città lucana, Mario Guarente, interviene sull’argomento.
“Un cammino condiviso – poi, aggiunge – che, a tappe forzate nel corso di questo nostro primo anno e mezzo di mandato, ci ha consentito di concludere tutto l’iter burocratico-amministrativo per quel che riguarda il “Settore 7”. Siamo al lavoro per il “Settore 8″, abbiamo già le risorse necessarie ed è nostra intenzione proseguire adottando le medesime pratiche virtuose messe in campo sino a oggi con Ater e Regione. Il rispetto del cronoprogramma che ci siamo dati rimane fondamentale, ma l’elemento decisivo per quel che attiene alla nostra idea di Bucaletto rimane la qualità che non dovrà essere più visto come un ghetto, immaginato come un quartiere-dormitorio, ritenuto solo una sorta di panacea per dare una risposta alle emergenze abitative altrimenti irrisolvibili”.
“Bucaletto – prosegue Guarente, in un comunicato stampa inviato in redazione – dovrà essere il laboratorio urbanistico della città, un luogo pensato, voluto e realizzato per creare aggregazione, per offrire occasioni di crescita alla comunità, per realizzare tutta quella serie di interventi volti all’autentico benessere dei residenti. Il verde continuerà a essere elemento imprescindibile, così, come grande attenzione sarà garantita alle strutture sportive e con finalità sociali, il tutto nell’ottica di andare a disegnare un spazio autenticamente bello nel quale vivere con le proprie famiglie, coltivare i propri interessi, costruire un urbanistica realmente a misura d’uomo e non il contrario come troppo spesso è stato fatto in città”.
Questo lo speriamo veramente che possa avverarsi, quanto prima.
Il terremoto dell’Irpinia, di magnitudo 6.9, durato 90 secondi, un’eternità, causò circa 3mila vittime e si verificò il 23 novembre del 1980.
Il terribile sisma colpì parte della Campania, oltre che la Basilicata centro-settentrionale, quest’ultima con 63 comuni gravemente danneggiati, 43 milioni stanziati nel post terremoto, ma solo 18 finanziati, sino ad ora.
Tante le promesse, non mantenute, fatte dai precedenti sindaci di Potenza, a distanza di tantissimi anni.
Proprio lo scorso 23 novembre, il tragico evento è stato ricordato anche nel capoluogo lucano.
Noi, inoltre, lo abbiamo ricordato anche con queste immagini vergognose di come è ora il cosidetto “ghetto”, dove, nei prossimi giorni, ritorneremo sicuramente.
Caro signor sindaco, nel frattempo, dica al suo assessore del Dipartimento Ambiente e Energia, Alessandro Galella di far pulire meglio la città, non solo lì, in quella zona, dove avete deciso di valorizzarla, ma anche in qualche altra parte cittadina, da mesi sotto la nostra attenzione.
Questo, anche perchè, scriviamo solo articoli sulle varie problematiche che ci vengono segnalate e non chiamano i politici di turno, sopratutto per una questione di educazione e rispetto altrui.
Il capoluogo, comunque, lo vediamo cambiare in meglio, questo lo dobbiamo ammettere, dopo anni di totale degrado.
A tutto ciò, manca un intervento risolutivo anche per gli allagamenti in via del Gallitello che chiediamo con forza nei prossimi mesi.
Rocco Becce
