
Una maxi truffa ai risparmiatori di diverse regioni italiane, è stata scoperta nelle ultime ore dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, guidato dal Colonnello Michele Iadarola, durante un’operazione denominata “Santo Domingo“.
Dei 26,5 milioni interessati, di cui solamente poco più del 50%, come emerso dalle analisi dei flussi finanziari, rimborsati attraverso la simulazione di una parte dei rendimenti di spettanza, 4 i milioni di euro sottoposti a sequestro e 10 le persone denunciate.
Tra le numerose vittime, anche diverse persone anziane, come una 78enne di Roma, una coppia ultra 70enne di Garbara Novarese (No), una 79enne di Aragona (Ag), una coppia di 80enni di Orte (Vt) che avevano affidato ai promoter una cifra di soli 5mila euro, frutto dei risparmi di una vita.
Il tutto è stato coordinato dalla locale Procura della Repubblica che ha indagato su 9 società, 4 italiane, ubicate a Roma, Catania, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno e 5 estere, operanti negli Stati Uniti, nella Repubblica Dominicana, in Nuova Zelanda e in Austria.
Truffa e abusivismo finanziario perpetrato contro risparmiatori residenti dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, passando per la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo, il Lazio e la Puglia.
Queste sono le città coinvolte: Agrigento, Arezzo, Brescia, Bolzano, L’Aquila, Lecce, Ferrara, Frosinone, Novara, Palermo, Pisa, Pordenone, Ragusa, Roma, Terni e Viterbo.
Tutti, erano stati truffati durante una raccolta abusiva di denaro che, come ricostruito dagli investigatori, era stata avviata dal 2015 al 2019, ed eseguita in assenza di iscrizioni, abilitazioni o autorizzazioni delle Autorità del settore, quantificata in circa 26,5 milioni di euro, di cui solamente poco più del 50%, come emerso dalle analisi dei flussi finanziari, rimborsati attraverso la simulazione di una parte dei rendimenti di spettanza.
Le persone coinvolte erano di ogni professione ed età, ed inizialmente convinte di aver realizzato degli investimenti sicuri e redditizi e che, dopo vane e reiterate insistenze tese ad ottenere gli interessi promessi, hanno invece capito non solo di essere capitati in un circolo vizioso dal quale difficilmente ne sarebbero uscite, ma, sopratutto, di aver verosimilmente perso ogni speranza per poter rientrare in possesso anche dei soli capitali investiti.
Una percezione insostenibile, giunta, peraltro, in uno dei momenti più difficili degli ultimi tempi, a causa dell’emergenza da “Covid–19“, dove anche gli ultimi residui dei risparmi di una vita possono offrire quelle opportunità per far fronte agli effetti dei reiterati lockdown e, in molti casi, anche alle sole necessità quotidiane.
Una donna di Roma, aveva addirittura investito, inutilmente, la somma di 330mila euro.
Ma, ora, finalmente, le Fiamme Gialle hanno chiuso il cerchio attorno ad altri imbroglioni di turno, nel nostro Paese.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
