
Nel corso di un’operazione antidroga, denominata “Sister White” e condotta dalla Polizia di Stato, nelle ultime ore sono stati tratti in arresto 5 italiani e 4 extracomunitari e sequestrati circa 1,500 kg. di cocaina e 500 gr. di eroina, oltre a 9mila euro in contanti.
La droga, tutta di purissima qualità, aveva un valore all’ingrosso di circa 100mila euro che sulle piazze di spaccio avrebbe reso sino a 300mila euro. 13 sono le persone fermate, in prevalenza cittadini extracomunitari di nazionalità nigeriana.
Grazie a questo, come informano gli investigatori, è stata neutralizzata una delle principali roccaforti del traffico di sostanze stupefacenti del capoluogo siciliano.
Gli arresti sono stati eseguiti in varie parti del Sud Italia, da Palermo sino a Castel Volturno, con l’ausilio di personale delle Squadre Mobili di Napoli e Trapani.
Le indagini hanno consentito di delineare l’esistenza di un’associazione a delinquere di tipo gerarchico e piramidale.
Al vertice due nigeriani, con precedenti in materia di stupefacenti, regolarmente presenti sul territorio nazionale, tanto da beneficiare anche del reddito di cittadinanza, che erano coadiuvati da altri 5 connazionali e supportati da un cittadino italiano.
La compagine si avvaleva dell’opera di un italiano con compiti logistici, fungendo da autista del gruppo disponibile ad accompagnare i membri del vertice nei luoghi utili alla cura del loro business.
Le indagini, avviate a fine aprile scorso, sono state svolte sia con metodi d’investigazione tradizionale, con osservazione, pedinamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali, supportate da video riprese che hanno consentito di documentare un traffico di droga, di tipo cocaina ed eroina, che arrivava in Sicilia, a Palermo, dalla Campania, prevalentemente dalla provincia di Napoli, per, poi, essere smistata, oltre che sulla locale piazza di spaccio, anche nei comuni di Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano e Licata.
Per il trasporto, il gruppo si avvaleva di corrieri, la gran parte dei quali viaggiavano a bordo di pullman di linea o tramite treni, nascondendo la sostanza stupefacente in confezioni di bagnoschiuma, precedentemente svuotate, tra gli indumenti, all’interno di parti intime o ingerite, previo confezionamento in ovuli, anche 50 alla volta.
I pusher occultavano le dosi in bocca per consegnarle ai clienti, che raggiungevano con mezzi elettrici o biciclette, in punti d’incontro, concentrati prevalentemente nel centro storico, in particolare fra le vie del quartiere di Ballarò e della Stazione centrale, in via Oreto.
Per ordinare e consegnare i quantitativi di droga, è stato anche scoperto che si utilizzavano parole in codice.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
