
In Campania, nella mattinata di oggi, i finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura detentiva domiciliare nei confronti di
due fratelli, un uomo ed una donna, rispettivamente B.L., di anni 53 e D.B.M.R., di anni 51.
Gli imprenditori salernitani, finiti in manette, gestivano una rete di supermercati in città.
I due, sono accusati dei delitti di bancarotta fraudolenta per distrazione patrimoniale, correlati al fallimento del loro gruppo, delle seguenti numerose società: G6 di D.B.L. & C. S.a.s.; 238 S.r.l.; Consorzio 242 S.r.l.; 850 S.r.l.; Punto S.r.l.; la 132 S.r.l.; Q7 S.r.l.; Golden Market SA S.r.l.; Smart S.r.l.; Gruppo D.B. S.r.l.; la F124 S.r.l.
Tutte avevano accumulato debiti insoluti per oltre 50 milioni di euro, tra cui debiti tributari per oltre 28 milioni di euro.
La distrazione ha avuto ad oggetto beni e liquidità per circa 10 milioni di euro da società poi lasciate fallire.
Si trattava di un’importante realtà imprenditoriale nella città di Salerno.
Infatti, negli anni, gli indagati erano arrivati a gestire, anche 20 supermercati, impiegando fino a 150 lavoratori dipendenti.
Ben rodato era il sistema attuato nel tempo per continuare l’attività dei punti vendita, nonostante l’insolvenza, con passaggi di proprietà tra società formalmente distinte, ma sempre riconducibili al medesimo gruppo familiare.
Insomma un classico, dove, però, le Fiamme Gialle hanno individuato una chiara regia, con una sequenza di atti distrattivi, finalizzati ad eludere le pretese dei creditori, attraverso mirate spoliazioni delle società che avevano maturato le esposizioni debitorie nell’esercizio dell’attività commerciale.
Venivano, così, posti in essere continui trasferimenti di beni strumentali, merce, liquidità e dello stesso personale, a volte anche di interi rami d’azienda, di modo che i supermercati continuassero a rimanere aperti senza soluzione di continuità, risultando gestiti da persone giuridiche neocostituite, sulla carta del tutto autonome e distinte da quelle indebitati.
La ricostruzione delle operazioni intercorse è stata resa particolarmente complicata
dalla sostanziale confusione dei patrimoni delle diverse aziende del gruppo, con intrecci nella detenzione delle quote societarie, una gestione accentrata della contabilità fiscale e
del lavoro, un continuo travaso di personale tra i vari punti vendita, frequenti movimenti.
Già una prima volta, nel 2019, la Guardia di Finanza era intervenuta, sempre su delega della Procura di Salerno, ad eseguire il sequestro preventivo di quattro supermercati del gruppo. In quel caso, si era proceduto per un’ipotesi di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, accertata al termine di una verifica fiscale.
Le ulteriori indagini degli investigatori, coordinate dalla Procura di Salerno, hanno portato oggi alla formulazione delle nuove e più gravi accuse, ed all’adozione del provvedimento che ha interrotto una gestione fatta di distrazioni di beni e di fallimenti che nell’arco di 10 anni hanno generato un buco di tale portata.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
