
Su richiesta del Sostituto Procuratore Antimafia, Milto Stefano De Nozza, nei confronti di 16 persone, i Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale e patrimoniale emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lecce.
Sono 31 gli indagati e M.A. insieme ad altre 12 persone dovranno rispondere di associazione mafiosa.
L’operazione, condotta dai Carabinieri del ROS, con il supporto del 6° Elinucleo di Bari, del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia, è stata denominata “Taros“.
Secondo gli investigatori, il pregiudicato, condannato a 30 anni, che fu arrestato nel settembre 2016 quale ideatore, committente e finanziatore dell’omicidio del 47enne F.G., ucciso il 22 luglio, dello stesso anno, a Pulsano, nonostante la detenzione carceraria faceva veicolare all’esterno le proprie determinazioni, avendo il controllo di tutte le attività criminali sul territorio.
Il gruppo criminale, legato al clan tarantino della “Sacra Corona Unita“, secondo gli inquirenti, che fu capeggiata da F.L., detenuto dal 2014 e già condannato per 416-bis, era dedito al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, scambio elettorale politico-mafioso, danneggiamento, rapina e detenzione di armi e munizioni.
Tutti i particolari degli arresti sono stati resi noti nella mattinata dello scorso 5 marzo, durante una conferenza stampa tenutasi presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto.
Rocco becce
Direttore Editoriale
