
I Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza, guidato dal Colonnello Nicola Albanese non danno alcuna tregua agli spacciatori di sostanze stupefacenti, nel territorio di propria competenza.
Infatti, all’alba di oggi, dopo gli arresti dei scorsi giorni, è stata portata a termine un’altra operazione antidroga, denominata “It‘s Business“, coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza – Direzione Distrettuale Anfimafia – e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Acerenza, in collaborazione con il Nucleo Cinofili di Tito.
In questa occasione, sono 5 gli indagati, ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio in concorso, ed in flagranza di reato sono state tratte in arresto altri componenti dell’organizzazione malavitosa.
Le persone sottoposte a fermo di indiziato di delitto sono:
1) C.M., di anni 40, residente a Palazzo San Gervasio;
2) D.N.F., di anni 33, residente a Palazzo San Gervasio;
3) D.N.G., di anni 65, residente a Palazzo San Gervasio;
4) D.N.U., di anni 38, residente a Palazzo San Gervasio;
5) D.B.P., di anni 22, residente a Palazzo San Gervasio.
Le persone tratte in arresto in flagranza di reato sono:
1) L.N., di anni 36, residente a Palazzo San Gervasio. (carcere);
2) S.A., di anni 30, residente in Palazzo San Gervasio. (carcere).
Le misure cautelari sono state eseguite insieme a 12 perquisizioni personali e domiciliari, nel corso delle quali sono stati rinvenuti, in un’abitazione in uso ai coniugi L. e S., circa 3 kg. di sostanza stupefacente, di tipo cocaina, oltre a circa 6,5 kg. di marjuana ed una somma contante di 15.600 euro, probabile provento dell’attività illecita.
Sotto sequestro anche un esercizio commerciale, adibito a vendita di frutta e verdura, che era una delle basi operative del sodalizio criminale, 2 abitazioni e 4 autoveicoli, intestati agli indagati, tutti appartenenti ad una famiglia, composta dai due fratelli D.N.F. e D.N.U. e dal padre D.N.G.
Grazie ad un introito annuale di circa 900mila euro, i pusher erano in grado di spacciare la droga, proveniente dalla vicina Puglia, anche in altri comuni pugliesi e lucani, tra questi Potenza, Venosa, Tolve, Genzano di Lucania, Acerenza, Ripacandida, San Chirico Nuovo, Avigliano, Banzi, Rionero in Vulture e Spinazzola.
Come accertato dagli investigatori, che si recavano confondendosi tra I clienti, la droga, veniva pesata, confezionata e smerciata all’interno del negozio o in altri luoghi isolati, al di fuori del centro abitato e acquistata anche con il “Reddito di Cittadinanza”.
Partecipi alle attività criminali del gruppo anche L.N. ed il marito S.A., che custodivano e stoccavano in un’abitazione in loro uso la maggior parte dello stupefacente, che di volta in volta veniva trasportato, in quantitativi più piccoli, presso l’attività commerciale, dove veniva confezionato e venduto.
Le indagini, iniziate nel mese di gennaio 2020, sono consistite principalmente in attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre che installazione di apparecchiature di videoripresa ed analisi delle relative immagini, servizi di osservazione e pedinamento, oltre a controlli e perquisizioni.
Tutti i dettagli sono stati forniti nella tarda mattinata di oggi, nell’Aula Coviello, al secondo piano del Palazzo di Giustizia, del capoluogo lucano.
Tra i presenti alla conferenza stampa, il Procuratore Capo della Repubblica di Potenza, dott. Francesco Curcio, il Sostituto Procuratore, dott. Vincenzo Montemurro, il Ten. Col. Maurizio Laurito, Comandante del Rep. Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, Il Capitano Fausto Mazzotta, Comandante della Compagnia Carabinieri di Acerenza e il Luogotenente Giuseppe Sorangelo, Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Acerenza.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
