
“Ho appena rimesso nelle mani dell’on. Giorgia Meloni il mio mandato da segretario regionale di “Fratelli d‘Italia“. Ho a lungo riflettuto, e proprio perchè sono certo che questo attacco, ci tengo a dire del tutto infondato e privo di ogni connotazione, cosa che presto la stessa giustizia sono certo potrà appurare, nasce con lo scopo di ledere l’immagine del partito oltre che la mia persona, mi occorre tutelare la stessa con questo atto. Nelle ultime ore ho ricevuto tanti attestati di affetto dai referenti territoriali, che hanno cercato di dissuadermi da questa decisione, e di questo li ringrazio tutti, uno ad uno! Ma era necessario manifestare con i fatti ciò di cui ci facciamo promotori: la legalità! Certamente per molti rimangono solo degli slogan politici, ma io preferisco sempre il dimostrare al dire. E così ho ritenuto che questa fosse la scelta giusta coerentemente agli ideali che mi pregio di rappresentare. La politica DEVE necessariamente essere esempio di ciò che professa ed ecco perchè sono fortemente convinto della mia scelta odierna, avrei potuto continuare a portare avanti il mio ruolo. Ma non sarebbe stato coerente con i valori di Fratelli d’Italia. Ringrazio la stessa leader on. Giorgia Meloni, per il ruolo che mi ha onorato di ricoprire, un ruolo che mi ha lusingato e inorgoglito”.
È una parte del post pubblicato, nelle ultime ore, sulla sua Pagina Facebook, dall’on. Salvatore Caiata, presidente del “Potenza Calcio Srl“, che si è dimesso da segretario regionale del partito di centrodestra del quale ne faceva parte, dopo il suo passaggio dal “Movimento 5 Stelle“.
Ora è Marcello Gemmato che dovrà fare un pò di chiarezza, su quanto accaduto, in qualità di nuovo coordinatore regionale in Basilicata.
Tutto è scaturito dall’operazione denominata “Hidden Partner“, portata a termine all’alba dello scorso 15 marzo dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siena che ha eseguito 5 misure cautelari personali e sequestrato preventivamente ben 14 milioni di euro.
Ai 12 indagati, tra cui anche Caiata, ma per lui nessuna richiesta di arresto, vengono contestati a vario titolo i reati di autoriciclaggio, reati tributari, societari e di corruzione e contro il patrimonio.
La complessa ed articolata operazione di Polizia Economico-Finanziaria ha avuto origine, già da tempo, dal monitoraggio degli investimenti provenienti dall’estero, sopratutto nel settore della ristorazione, dei bar e quello immobiliare nel capoluogo
cittadino, ma anche in Firenze, Roma e Milano.
Il tutto, sembra ad opera di un cittadino straniero, il quale da anni aveva individuato, anche nella provincia di Siena, il luogo ideale per investire parte dei cospicui flussi di denaro generati dalla filiera del petrolio proveniente dalla Russia.
In relazione ai delitti di corruzione sono stati sequestrati beni per un valore di 370mila euro circa, fra disponibilità liquide e beni immobili.
Al fine di garantire la totale continuità aziendale è stato nominato un amministratore giudiziario da parte del locale Tribunale.
Le attività di servizio condotte nel tempo anche grazie all’apporto dei militari dello SCICO di Roma, hanno visto impegnati nella fase esecutiva militari dei Comandi Provinciali di Roma, Milano e Firenze, come informato in un comunicato stampa inviato in redazione.
Insomma, una storia strana, tutta ancora da definire, ma indagati non significa condannati, questo è bene ricordarlo ancora.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
