
“Dal prossimo 3 maggio scuole superiori piene al 100%. Davvero vi è la necessità di riempire le aule scolastiche delle scuole superiori in tutta Italia, come annunciato dalla sottosegretaria del “M5s”, Barbara Floridia, a meno di un mese dalla fine dell’anno scolastico? Che senso ha rischiare ricadute che potrebbero comunque inficiare le riaperture delle attività economiche in un periodo di auspicata, ma non inconfutabile ripresa?”
In queste ultime ore, sono in tanti a chiederselo, dopo gli annunci nella TV di Stato, da parte di una politica incapace di capire a cosa andremo ancora incontro per colpe varie che vanno soprattutto dai trasporti, ben renumerati, ma mai organizzatisi in questa pandemia, e tanto altro ancora.
Questo, se lo chiede anche il sindacato datoriale UNSIC, con oltre 3mila uffici in tutta Italia tra Caf, Patronati e Caa, presieduto da Domenico Mamone, autore con il giornalista Giampiero Castellotti del libro-dossier “Covid e dintorni” che tocca anche il delicato tema della scuola.
“Benchè il quadro sanitario mostri leggeri miglioramenti sul fronte Covid, e non dappertutto – si aggiunge, in un comunicato stampa inviato in redazione – è innegabile una condizione di oggettiva difficoltà per ospedali e terapie intensive, confermata dalla limitazione delle liste per le visite ordinarie, nonchè un numero inaccettabile di decessi, frutto anche di scelte discutibili e poco prudenti nei mesi scorsi. Occorre oggi massima cautela proprio per non compromettere le speranze di ritorno alla normalità riposte nei prossimi mesi e subordinata principalmente all’efficacia del piano vaccinale”.
Come non dare ragione a chi, come me, si implora da mesi ad un cambiamento di rotta da parte di una politica nazionale, in generale, sorda di attivarsi a favore della salute della popolazione che ad oggi vede ancora soltanto morti e disagi in tutto il Paese e nel mondo.
Il vaccino dovrebbe essere l’unica arma per sconfiggere questo male che ci perseguita da più di un anno e che proseguirà chissà per quanto tempo ancora.
Non illudiamoci che tutto sia finito, la mascherina e il distanziamento sociale è ciò che può sicuramente ancora aiutarci, il resto sono soltanto proclami elettorali per non aiutare nessuno, come già avvenuto in questi mesi da politici che dovevano cambiare il mondo e, invece, hanno sistemate i propri interessi e stipendi ben renumerati.
Il vaccino dovrebbe essere l’unica arma per sconfiggere questo male che ci perseguita da più di un anno e che proseguirà chissà per quando tempo ancora.
Non illudiamoci che tutto sia finito, la mascherina e il distanziamento sociale è ciò che può sicuramente ancora aiutarci, il resto sono soltanto proclami elettorali per non aiutare nessuno, come già avvenuto in questi mesi.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
