
Traffico di droga ed investimenti illeciti nel settore agricolo.
È quanto scoperto in Basilicata, dai Carabinieri e Guardia di Finanza di Policoro che, durante un’operazione congiunta, all’alba di oggi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Potenza, su richiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) che ha coordinato le indagini.
24 sono le persone ritenute, a vario titolo, responsabili di aver fatto parte di un’associazione dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare di tipo cocaina, hashish e marijuana.
Gli indagati, sono anche accusati di trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, estorsione ed incendio.
Il sodalizio criminale, individuato in Basilicata, era operativo nella zona del metapontino, in provincia di Matera, nei comuni di Bernalda, Colobraro, Policoro, Scanzano Jonico, Tursi e Valsinni.
L’operazione, per la quale sono stati impegnati oltre 150 militari tra militari dell’Arma e finanzieri, collaborati da unità cinofile del Nucleo CC di Tito Scalo e della Compagnia della GdF di Matera ed il supporto di un elicottero delle Fiamme Gialle della Sezione Aerea di Bari, ha interessato le province lucane, ma anche di Milano, Parma, Varese, Brindisi, Catanzaro e Cosenza.
Tutti i dettagli sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa, che si è svolta nella tarda mattinata di oggi, nell’Aula Coviello, al secondo piano del Palazzo di Giustizia di Potenza, in via Nazario Sauro.
Tra i presenti, il Procuratore Capo della Repubblica potentina, dott. Francesco Curcio, il Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Anna Gloria Piccininni, il Comandante Provinciale della GdF Matera, Col. Giuseppe Antonio Cardellicchio, il Comandante Provinciale CC Matera, Ten. Col. Nicola Roberto Lelario, il Comandante della Compagnia CC di Policoro, Capitano Chiara Crupi e il Comandante della Compagnia GdF di Policoro, Capitano Marco Cappetta.
Tra gli arrestati, 12 sono stati condotti in diversi carceri ed altri 6 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.
Inoltre è stata applicata nei confronti di 6 persone la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.
Le indagini coordinate dall’Autorità Giudiziaria e sviluppate in modo approfondito, completo e professionale dalla indicata Polizia Giudiziaria, hanno disvelato, in particolare il più raffinato ed insidioso meccanismo di riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita e, segnatamente dal narcotraffico anche di livello internazionale, per milioni e milioni di euro, in attività produttive che, nel settore agricolo, si era mai potuto constatare in Basilicata.
I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Potenza ed i destinatari sono i seguenti:
Ordinanza di custodia cautelare in carcere:
1) S.G., nato a Tursi (MT) il 21.5.1965, detenuto, (capo del sodalizio);
2) S.F., nato a Matera il 24.11.1969, detenuto;
3) A.B., nato a Montalto Uffugo (CS) il 7.3.1968, residente a Tursi, (promotore);
4) D.P.A., nato a Montalbano Jonico (MT) il 12.1.1960, residente a Scanzano Jonico (MT);
5) B.A., nato a Genova il 10.6.1989, residente in Policoro, (promotore);
6) M.L., nato a Chiaromonte (PZ) il 5.10.1970, residente a Colobraro (MT);
7) S.G., nato a Gragnano (NA) il 26.09.1982, residente in Scanzano Jonico;
8) M.A., nato a Policoro (MT) il 29.06.1995, ivi residente;
9) B.G., nato a Taranto il 3.9.1985, residente a Scanzano Jonico;
10) S.S., nato in Germania il 22.5.1966, residente a Policoro;
11) R.P., nato a Tursi il 1.9.1979, detenuto;
12) A.G., nato a Policoro il 25.12.1988, ivi residente;
Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari:
1) L.A., nato a Colobraro l’11.7.1964, residente a Tursi;
2) V.P., nato a Policoro il 2.5.1986, ivi residente;
3) B.M., nato a Pisticci (MT) il 17.06.1993, residente a Scanzano Jonico;
4) T.D., nato a Policoro il 29.7.1973, residente a Scanzano Jonico;
5) D.P.R., nata a Policoro il 13.4.1987, residente a Scanzano Jonico;
6) D.P.L., nato a Policoro il 27.10.1994, residente a Scanzano Jonico;
Obbligo di dimora nel comune di residenza:
1) D.P.A., nato Policoro l’11.4.1997, residente Colobraro;
2) T.S., nato a Pisticci l’1.7.1988, residente a Policoro;
3) A.D., nato a Stigliano (MT) il 7.4.1987, residente a Nocara (CS);
4) M.M., nato a Modugno (BA) il 16.2.1990, residente a Scanzano Jonico;
5) A.A., nata a Policoro il 24.6.1993, residente a Scanzano Jonico;
6) S.M., nato Policoro il 1.1.1981, ivi residente.
Il territorio interessato ai fatti criminali è quello della fascia jonica lucana ed il primo passaggio investigativo è rappresentato dall’individuazione della vasta attività di traffico di stupefacenti e dei componenti del sodalizio che lo gestiva, diretto, prima, dai fratelli S., G. e F., già condannato per associazione mafiosa e, poi, da B.A.
Di seguito è stato individuato il canale di riciclaggio del denaro sporco, poi, reinvestito nell’azienda agricola D.P., tra le più importanti del materano che nel giro di pochi anni, grazie agli apporti di capitali illeciti garantiti dai partners criminali è divenuta una realtà economica di elevatissimo rilievo.
L’attività investigativa svolta si è sviluppata mediante intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni e sequestri, culminati anche in arresti in flagranza di reato.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati complessivamente sottoposti a sequestro circa 7 kg. di marijuana, 230 gr. di cocaina e 640 gr. di hashish, oltre ad un’area di circa 10mila mq. adibita alla coltivazione di marijuana, con circa 1.000 piante di cannabis a dimora e 300 essiccate.
È stato, poi, possibile fare piena luce, inoltre, su due incendi ed un episodio estorsivo nei confronti di un’azienda agricola.
Il primo, avvenuto a Policoro nella notte del 19 agosto 2015 che ha interessato tre auto, andate completamente distrutte, in uso ai fratelli L., imprenditori nel settore dell’ortofrutta, il cui autore è stato A.B., a puro scopo intimidatorio, mirando ad ingenerare timore nei confronti degli imprenditori del metapontino.
Il secondo incendio ha riguardato proprio l’azienda agricola di D.P.A., a Scanzano Jonico, nella notte del 13 febbraio 2019 che interessò circa 3mila contenitori in plastica per la raccolta della frutta ed alcuni motori delle celle frigorifere.
L’autore, un autotrasportatore identificato ed indagato nell’ambito del procedimento penale, sebbene non attinto da misura cautelare, aveva agito a scopo vendicativo, essendo stato escluso, da contratti per il trasporto della frutta, dall’azienda di D.P.
L’organizzazione è risultata avere un diretto collegamento con ambienti di alto spessore criminale, radicati nella vicina Calabria, in particolare con il “Clan Abbruzzese“.
Tra l’altro, è stato accertato, a livello di gravità indiziaria, come i capitali illeciti nella disponibilità del sodalizio criminale venivano reimpiegati nell’azienda agricola, utilizzati per l’acquisto in contanti, da terzi conferitori, di prodotti ortofrutticoli, poi, etichettati e rivenduti come produzione propria, per la ripulitura dei proventi di origine delittuosa.
Infatti, proprio l’impiego dei capitali illeciti ha consentito al D.P., e ai suoi soci di fatto, G. e F.S., di fare sempre maggiori investimenti, acquistando terreni, immobili, attrezzature, determinando, così, una evidente distorsione del mercato in danno dei concorrenti che non disponevano delle risorse illecite, di cui godeva, invece, l’azienda in questione.
È anche emerso come, per le varie campagne agricole, principalmente per il comparto fragola, siano stati impiegati dal 2013 al 2019 proventi in contanti per circa 3,9 milioni di euro, denaro non transitato sul conto corrente aziendale.
Per le condotte, come informato dettagliatamente anche in un comunicato stampa inviato in redazione, è stato operato il sequestro dei compendi aziendali di due imprese agricole, un opificio, terreni, fabbricati e disponibilità finanziarie riconducibili al D.P.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
