
È un periodo non proprio positivo per l’informazione nazionale e, proprio durante un flash mob, le tante problematiche erano state evidenziate già da tempo e anche nei giorni scorsi dagli operatori del settore, in tutt’Italia e nel capoluogo lucano, come da link, qui pubblicato.
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Lo scorso martedì, 1 giugno, su disposizione della Procura della Repubblica di Potenza, guidata dal dott. Francesco Curcio, i militari del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria della Guardia di Finanza del locale Comando Provinciale, guidato dal neo Comandante, il Colonnello Michele Onorato, ha eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale.
Bancarotta fraudolenta è il reato ipotizzato dalla Procura che ha chiesto e ottenuto il sequestro di due società che operano nel campo editoriale.
Si tratta di un immobile e di risorse finanziarie, del valore complessivo di oltre 1,4 milioni di euro, nell’attuale disponibilità delle società “Finanziaria Editoriale S.r.l.” e “Publifast S.r.l.”.
Entrambe, con sede in Calabria, in provincia di Cosenza, sono state sottratte illecitamente alla società “Lucana Edizioni S.r.l.” di Potenza, dichiarata fallita nel dicembre 2017, già editrice della testata giornalistica ”Il Quotidiano della Basilicata“.
Il provvedimento è stato adottato per sussistenti indizi di reato, in ordine al delitto di bancarotta patrimoniale, dopo una complessa attività d’indagine, scaturita proprio dal fallimento della società lucana.
Infatti, era stato possibile disvelare un intricato, quanto preordinato piano per svuotare definitivamente il patrimonio della casa editrice lucana, che già versava, in un avanzato stato di decozione finanziaria.
L’attento lavoro di analisi e ricostruzione, sviluppato dagli investigatori delle Fiamme Gialle, coordinato dalla Procura potentina, ha permesso di individuare alcune operazioni societarie da parte degli amministratori.
Questo, al fine esclusivo, in vista dell’imminente fallimento, di sottrarre il denaro e i relativi beni immobiliari facenti parte del compendio societario, a favore di altre imprese riconducibili sempre agli stessi amministratori.
Sono i fratelli, Antonella e Francesco Dodaro, entrambi di Cosenza, che, tra l’altro, rivestivano incarichi di goverance sia nell’impresa fallita, quanto nelle società beneficiarie, al fine di distrarre eventuali pretese dei creditori sui beni nella disponibilità della società lucana, creando, un chiaro pregiudizio alla “par condicio creditorum”.
L’immobile sottoposto a sequestro in Basilicata, è situato a Potenza, in via Nazario Sauro, al civico 102, del valore commerciale di circa 800mila euro, ed era la storica sede giornalistica, ceduta alla propria controllante.
Insomma, un puzzle che, ad oggi, sembra risolto, sempre a carico degli operatori dell’informazione, che nella sede potentina, almeno per ora, potranno proseguire il loro lavoro, come informato in un comunicato stampa inviato in redazione.
In merito a quanto accaduto nelle ultime ore, l’editore in questione, Francesco Dodaro, dichiara quanto segue, in un comunicato stampa inviato, oggi, in redazione:
“Dal Giugno ‘95 sono editore nella mia regione, prima, e, dal 2002, nella regione Basilicata; da ultimo, ho fornito il mio impegno al “Quotidiano del Sud“, di cui sono particolarmente orgoglioso e che, prima di ogni cosa, tengo a chiarire, non è in alcun modo collegato alle vicende giudiziarie che mi riguardano. Purtroppo a distanza di 7 anni dall’interruzione delle pubblicazioni del “Il Quotidiano della Basilicata” mi è stato notificato un provvedimento che riguardano due società del mio Gruppo, “Finanziaria Editoriale Srl” e “Publifast Srl“, che rispettivamente si sono occupate della stampa e dei servizi tecnologici, nonchè della raccolta pubblicitaria della testata diffusa nella regione Basilicata. Sono fermamente convinto che si tratti di un grande equivoco. Mi attiverò per chiarire ogni profilo utile ad evitare che vi possano essere pregiudizi alle mie società e ombre sulla reputazione mia e di mia sorella Antonella, le cui azioni sono sempre state ispirate a garantire i livelli occupazionali e l’autonomia delle testate editate. Addirittura a distanza di 11 anni da una normale operazione immobiliare riguardante la sede della redazione di Potenza, sembrerebbe, in particolare quest’ultima, essere oggetto di una grave distrazione che contraddice assolutamente i veri fatti riscontrabili dalla documentazione che sarà offerta in chiarimento agli organi inquirenti”.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
