
“A tutti noi in questi mesi sono arrivate delle bollette esorbitanti, con aumenti pazzeschi. Penso alle imprese lucane, che in un anno le hanno viste aumentare anche del 600%. Una follia. Come sapete, sul tema, la Regione può fare davvero poco. Per questo motivo, ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Mario Draghi e al Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, per chiedere un rapido intervento a sostegno delle famiglie e delle imprese, che dopo la pandemia non possono certo sostenere questa impennata dei costi dell’energia. So che ci sono state già delle interlocuzioni di Draghi con le imprese e so anche che il Governo sta costruendo un provvedimento che dovrebbe in parte sterilizzare questo aumento delle bollette senza precedenti, che rischia di essere una vera bomba sociale, anche peggio della pandemia. Il Governo faccia presto, e per questo motivo ho scritto a Draghi e Giorgetti, questa urgenza è ancor più vera in una Regione come la nostra, la Basilicata con un tessuto imprenditoriale costituito da piccole e medie imprese che stanno sul mercato con grande fatica, a causa di un antico gap infrastrutturale che purtroppo ci portiamo indietro da anni, a causa di pluridecennali scelte sbagliate che hanno penalizzato il nostro territorio”.
“Questo aumento folle delle bollette, rischia di compromettere la ripresa economica appena avviata, e soprattutto rischia di dare un colpo troppo forte alle famiglie lucane. Ho scritto anche a tutti i parlamentari lucani, affinchè facciano sentire la voce del territorio e delle imprese lucane a Roma. Alcuni di loro lo hanno già fatto, ma adesso serve un’azione corale per difendere la nostra Regione da questo rincaro dei costi energetici. Quello del caro-bollette è un tema nazionale, chi può risolvere il problema è solo il Governo, ma la settimana prossima avrò tutta un serie di interlocuzioni a Roma per immaginare una strategia su misura della Basilicata, visto anche l’accordo compensazioni con le compagnie energetiche, che potrebbe portare un beneficio a migliaia di lucani. Ci stiamo lavorando da mesi, in silenzio e con assoluta dedizione, e speriamo di poter dare presto una buona notizia in tal senso”.
“Il mio impegno per il territorio è totale. Come sapete, non ho altri interessi, non ho aspirazioni personali, perseguo solo il bene della nostra Basilicata, con spirito di servizio, come ho sempre fatto nella mia vita, dedicata completamente al mio Paese”.
È quanto affermato in un videomessaggio su “Facebook” dal Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
Insomma, qualcosa incomincia a muoversi.
Almeno, così, sembra!
Ma, personalmente, oramai, non mi fido più di nessuno.
Solo chiacchiere negli ultimi anni!
Era, comunque, davvero l’ora di segnalare queste problematiche che, molto probabilmente, ai carissimi politici nazionali, di qualsiasi area, poco interessa, considerato i loro stipendi.
Davvero non ne possiamo più.
Sono oramai anni che la popolazione non riesce più neanche a mangiare, non solo in Basilicata, figuriamoci dopo la pandemia che chissà per quanto tempo ancora continuerà, forse, sicuramente, sino a quando saranno terminati i vaccini che, ora, ci costringono a somministrare sempre a distanza più ravvicinata.
Roba da non credere!
E pensare che per due anni circa nessuno ha fatto nulla per tutelare tutti noi, vedendo, in tv, tra l’altro, proprio i politici senza la mascherina protettiva.
Ora, invece, a parte il business sulla salute, dal prossimo 1 febbraio, neanche più a prendere la propria pensione si potrà andare, mentre i politici positivi potranno fare ciò che vogliono, chissà, per quanto tempo ancora, anche per votare il nuovo Presidente della Repubblica Italiana.
Ma vi sembra un Paese normale questo?
Rocco Becce
Direttore Editoriale
