
CRONACA – PADOVA, TRUFFA ONLINE DA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO SCOPERTA DALLA GDF. SEQUESTRATI PROFILI FACEBOOK, PAGINE WEB E VIDEO PUBBLICATI SU YOUTUBE – I militari del Comando Provinciale di Padova, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, a conclusione di un’indagine su una serie di truffe relative a falsi investimenti finanziari, pubblicizzati anche online su siti internet e canali social, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale, che ha disposto l’oscuramento di due siti internet, tre profili Facebook e la rimozione di diversi filmati dalla nota piattaforma di condivisione YouTube. Il provvedimento, notificato ai provider che forniscono i servizi informatici di gestione delle pagine web e dei social network, è diretto a interrompere l’operato del soggetto ritenuto autore delle condotte truffaldine, un quarantanovenne di origine padovana, che si avvaleva anche della rete internet per circuire gli ignari investitori, che, attirati dalla prospettiva di floridi guadagni, sarebbero, poi, caduti nella trappola dei falsi investimenti in strumenti finanziari, arrivando, in alcuni casi, anche a essere minacciati all’atto della richiesta di restituzione del capitale investito. Allo stato, fermo restando che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza in relazione alla vicenda in esame sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna, la persona in parola è sottoposta a indagini in ordine ai reati di truffa, in ragione di false operazioni di investimento attuate per un valore di oltre duecentomila euro, abusivismo finanziario e minacce. Le indagini, eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Padova, hanno consentito di individuare, in maniera tempestiva la persona che avrebbe organizzato l’articolato sistema di frode, contattando le vittime sia personalmente sia tramite i canali online, poi, sottoposti a sequestro, al fine di scongiurare il protrarsi della abusiva attività finanziaria e il reiterarsi delle condotte truffaldine a danno di ulteriori clienti. FORLÌ, SEQUESTRO DI BENI E CONTI CORRENTI DELLA GDF PER OLTRE 2,3 MILIONI DI EURO. La Guardia di Finanza di Forlì, all’esito di specifiche indagini svolte nel settore dei reati fiscali e fallimentari, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 2,3 milioni di euro. Il provvedimento, assunto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Forlì su richiesta della locale Procura della Repubblica, è stato emesso nei confronti di quattro persone di nazionalità cinese, indagate a vario titolo, assieme ad altri tre connazionali e ad un italiano, dei reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta, con distrazioni patrimoniali di oltre 1,6 milioni di euro. Le Fiamme Gialle del Gruppo di Forlì hanno accertato, in particolare, che il principale indagato, con la complicità di altre persone, aveva gestito, per circa 10 anni e senza soluzione di continuità, diverse attività manifatturiere di lavorazione di poltrone e divani in conto terzi nella provincia di Forlì, utilizzando l’espediente di aprire e chiudere una serie di imprese formalmente intestate a propri connazionali prestanomi. L’importante misura cautelare giunge al termine di complesse investigazioni, all’esito dei cui accertamenti, compiuti anche attraverso apposite indagini bancarie ed intercettazioni telefoniche e ambientali, è stato possibile delineare i contorni di un articolato sistema di frode. Il suddetto dominus, grazie anche al diffuso ricorso a fatture per operazioni inesistenti, è riuscito, infatti, ad ottenere illeciti vantaggi economici in termini di minori imposte versate, oltrechè concorrenziali, in danno delle altre imprese operanti nel settore. LIVORNO, FRUIVANO GRATUITAMENTE DEI SERVIZI PUBBLICI SANITARI ED ASSISTENZIALI MENTRE INCASSAVANO “IN NERO” STIPENDI, SCOPERTI DALLA GDF. Nell’ambito dello sviluppo di segnalazioni, matching di banche dati ed analisi del contesto socio-economico, le Fiamme Gialle labroniche, coordinate dal Comando Provinciale di Livorno, hanno quest’anno attenzionato anche diverse persone impiegate come badanti. In particolare, i militari del Gruppo di Livorno hanno controllato decine di collaboratrici domestiche, risultate evasori totali poichè, pur avendo percepito redditi superiori alla soglia di esenzione, ovvero 8mila euro, non hanno provveduto alla presentazione della prevista dichiarazione dei redditi. Le attività ispettive sono scaturite dall’analisi sia di diverse segnalazioni pervenute da cittadini e soggetti che svolgono in regola questo lavoro, sia da connessa autonoma attività info-investigativa e analisi di banche-dati. È stata particolarmente approfondita la posizione dichiarativa di cittadine straniere operanti nel settore del lavoro domestico quali colf e badanti, rivelatesi vere e proprie evasori totali, omettendo di dichiarare il reddito percepito dall’attività lavorativa. Per questa particolare categoria di lavoratori, va ricordato che il datore di lavoro non rientra tra i sostituti d’imposta e che lo stesso ha quindi solo l’obbligo di rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare delle somme erogate nell’anno e di dare comunicazione all’INPS dell’assunzione del lavoratore, invece l’obbligo dichiarativo rimane autonomamente in capo al collaboratore domestico. Diversi controlli della specie sono stati svolti anche dalla Compagnia di Cecina e dalla Tenenza di Castiglioncello. L’attività ispettiva complessivamente intrapresa dalle Fiamme Gialle ha consentito, quindi, di individuare oltre 60 persone completamente sconosciute al fisco, con un’evasione fiscale totale di oltre 2 milioni di euro. L’ulteriore elemento significativo è che, oltre ad incassare completamente in nero e quasi, sempre, ad inviare all’estero le somme, i controllati fruivano dei servizi pubblici sanitari e assistenziali. Addirittura taluni dei controllati maturavano una falsa posizione contributiva che gli consentiva a fine rapporto di richiedere anche il sussidio di disoccupazione, senza versare alcuna imposta allo Stato. Tra i casi più emblematici figura quello relativo ad una filippina, colf presso una facoltosa famiglia labronica. AVEZZANO, ESEGUITA DALLA GDF UNA MISURA CAUTELARE IN CARCERE PER USURA. La Compagnia della Guardia di Finanza di Avezzano, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Avezzano, ha dato esecuzione, nelle prime ore dell’alba, ad una misura cautelare personale nei confronti di un residente nel comune marsicano con precedenti penali specifici e condanne relative ai medesimi crimini. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere rappresenta l’esito di una complessa attività di investigazione portata avanti dalle Fiamme Gialle avezzanesi anche attraverso l’utilizzo di indagini tecniche. In particolare, come accertato dalle indagini in corso, un imprenditore locale era sottoposto al pagamento di interessi usurari stimati nell’ordine del 150% e che hanno visto un iniziale capitale di euro 15mila arrivare fino a somme esorbitanti. L’imprenditore, ormai esasperato dalle continue richieste di interessi illegali, ripetutamente calcolati sulle stesse somme costituenti interessi, veniva sottoposto a continue e martellanti pressioni psicologiche da parte dell’arrestato. L’attività descritta conferma il costante impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto a tutti quei comportamenti illeciti che comportano reati contro la persona, particolarmente odiosi se posti in essere nei confronti di soggetti in stato di bisogno economico o psicofisico. ROMA, SCOPERTA DALLA GDF TRUFFA AI DANNI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE. SEQUESTRATI BENI IMMOBILI E DENARO PER OLTRE 10 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI DI 9 INDAGATI. I Carabinieri del N.A.S. di Roma ed i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma – co-delegati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo ai fini della confisca per equivalente di beni immobili e denaro, per un importo di circa 10 milioni di euro, nei confronti di 8 persone, tra proprietari, amministratori e dirigenti medici, e di una società cui è riconducibile un noto centro diagnostico convenzionato con l’A.S.L., operante in diverse realtà regionali, con sede principale a Grottaferrata ed accreditata presso il Servizio Sanitario Regionale, indagati per le ipotesi di reato di concorso in falso e truffa. Le investigazioni, avviate dal NAS di Roma a ottobre 2017, traggono origine da una serie di verifiche condotte in collaborazione con personale dell’A.S.L. presso strutture sanitarie private e si sono sviluppate attraverso numerose ispezioni, servizi di osservazione e attività di natura tecnica, nonché mirati accertamenti patrimoniali svolti congiuntamente alla Guardia di Finanza di Frascati, che hanno portato al sequestro di ingente documentazione sanitaria, oltre 7mila cartelle cliniche. Gli approfondimenti hanno evidenziato che, dal 2012 al 2019, gli indagati avevano falsamente attestato sulle cartelle cliniche dei numerosi pazienti dimessi dalla struttura sanitaria monitorata, l’avvenuta erogazione di prestazioni di tipo oncologico e urologico mai effettuate, ottenendo dalla Regione Lazio indebiti rimborsi. Il modus operandi sopra descritto ha permesso di conseguire, nel corso degli anni, ingenti indebiti rimborsi e pagamenti da parte della Regione Lazio in quanto venivano indebitamente incassate, a titolo di rimborso pubblico dal Servizio Sanitario Nazionale, somme più elevate in luogo di quelle corrette sulla base delle prestazioni effettivamente rese, ottenendo quindi un indebito profitto. In tale contesto, l’A.G. procedente ha interessato la Guardia di Finanza di Frascati al fine di procedere all’esatta quantificazione delle somme, all’identificazione di tutte le posizioni finanziarie di interesse riconducibili agli interessati dal provvedimento e all’esecuzione di tutti quei riscontri necessari a individuare le proprietà immobiliari che, quindi, sono state oggetto di valorizzazione secondo gli indici “O.M.I.”. Gli elementi raccolti dai militari hanno permesso al pm di ottenere dal G.I.P. presso il Tribunale di Velletri l’emissione del provvedimento cautelare nei confronti dei 9 indagati, per un importo pari al profitto del reato. FORMIA, 3 ARRESTI PER SPACCIO ESEGUITI DALLA GDF. Il bilancio dell’attività posta in essere dalla Guardia di Finanza vede ancora una volta coinvolti dei giovanissimi nel traffico illecito di sostanze stupefacenti. Sale, così, a 4 il numero di ragazzi, neanche 20enni, arrestati dalle Fiamme Gialle di Formia nel solo mese di novembre, poichè colti in flagranza di spacciare sostanze sul territorio formiano. I finanzieri, nell’ambito di mirato servizio di controllo economico del territorio, nella notte del 28 novembre scorso sul lungomare di Scauri, hanno fermato un veicolo sospetto sul quale viaggiavano 3 giovani. Durante il controllo, i militari notavano immediatamente un pacco ambiguo riposto sotto il sedile lato passeggero, rivelatosi, poi, contenere circa 200 gr. di hashish, motivo per cui, sentita la competente A.G., la Procura della Repubblica di Cassino, le ricerche venivano estese anche presso le abitazioni dei 3, e a seguito delle stesse venivano ritrovati un bilancino di precisione ed un coltello con ancora sopra residui dello stupefacente destinato a rifornire il mercato illegale della zona. Alla luce della condotta rilevata e degli esiti della perquisizione, l’Autorità Giudiziaria, prontamente informata, disponeva per i fermati la misura restrittiva degli arresti domiciliari, mentre si procedeva al sequestro della sostanza stupefacente, del bilancino di precisione, nonchè del coltello rinvenuto durante le operazioni di Polizia Giudiziaria, e del veicolo a bordo del quale viaggiavano gli arrestati. A segnalarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza. ROMA, CONTROLLI ESEGUITI SUL LAVORO DALLE FORZE DELL’ORDINE – I Carabinieri del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e del Comando Provinciale di Roma e gli agenti della Polizia Locale dell’Unità Operativa V Gruppo “Prenestino” di Roma Capitale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 persone gravemente indiziate, nell’ambito delle indagini preliminari, in ordine al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le indagini traggono origine da un controllo degli agenti della Polizia Locale che, insospettiti per una insolita attività in un edificio in zona Tor Pignattara, hanno accertato che in angusti locali alcuni cittadini stranieri erano intenti a lavorazioni tessili. Ipotizzandosi violazioni specifiche di normativa sul lavoro, è stato delegato per le indagini anche il Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro di Roma, reparto specializzato nella prevenzione e contrasto di violazioni in materia di lavoro. Le investigazioni svolte congiuntamente, mediante pazienti appostamenti, controlli amministrativi ed ispezioni in materia di lavoro, hanno consentito di accertare che in quei locali fossero verosimilmente impiegati 5 lavoratori, 3 uomini e 2 donne, di cui 4 cinesi e 1 cittadino del Bangladesh, in condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno da parte dei datori di lavoro cinesi. I prolungati appostamenti consentivano di accertare che le 5 presunte vittime lavoravano circa 12-14 ore al giorno, dalle 9:00 alle 24:00, senza fruire del riposi settimanali, né di ferie, in locali insalubri ed angusti ove preparavano e consumavano anche i pasti, nonchè in violazione della normativa di prevenzione degli infortuni sul lavoro in quanto per il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per la protezione delle dita e degli occhi per la mancanza di formazione e informazione sui rischi, la mancanza di sottoposizione a visite mediche, la assenza del documento di valutazione dei rischi. A fronte di un tale impiego, i dipendenti venivano pagati meno della metà di quanto loro dovuto, tenendo come riferimento la paga oraria prevista dal contratto collettivo nazionale e, i lavoratori a nero, senza alcuna tutela in caso di malattia o infortunio sul lavoro e senza il versamento dei contributi previdenziali. Gli arresti sono stati eseguiti a Roma. L’attività commerciale è stata sottoposta a sequestro preventivo. Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro documentazione utile al prosieguo delle indagini, nonchè la somma contante di 88mila euro e una banconota falsa da 100 euro. L’indagine ed i provvedimenti adottati oggi, confermano ulteriormente l’attenzione che l’Autorità Giudiziaria e le forze di Polizia rivolgono alla tutela dei diritti dei lavoratori, soprattutto delle fasce più deboli spesso costretti per lo stato di bisogno in versano ad accettare inumane e degradanti condizioni di sfruttamento. Ad informarlo è il Comando Provinciale CC di Roma. 4 PERSONE FERITE IN UN INCIDENTE IN BASILICATA. A causa di un incidente avvenuto in Basilicata, in Val d’Agri, lungo la “Strada Statale 598”, nei pressi di Marsico Nuovo, nel potentino, che ha coinvolto due furgoni, sono rimaste ferite quattro persone. Per accertare le cause di quanto accaduto e dare i soccorsi necessari, sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, i sanitari del “118” e il personale Anas. Al momento, nella zona interessata all’impatto, la circolazione è stata riattivata.
METEO Per domani, in Italia, come segnalato da “3B Meteo“, piogge estese su gran parte delle regioni, tendenti a divenire più frequenti dal pomeriggio, specie a ridosso dei rilievi con nevicate sulle Alpi dai 600-900 m. Nuvoloso con piogge diffuse e intense sul versante tirrenico e sui rilievi, con neve in Appennino dai 1.300 ai 1.700 m. Instabilità diffusa con piogge e locali temporali, più intensi su Campania e aree joniche. Temperature in rialzo, tra i 5 e 20 gradi.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
