
Atti persecutori, con più di 400 telefonate, nelle quali, ossessionato da una romana, la minacciava di morte facendole comprendere di essere a conoscenza delle sue vicende personali, tramite appostamenti e condotte controllanti.
È questa l’accusa per un cittadino indiano di 36 anni, arrestato dai Carabinieri e condotto, ieri sera, nel carcere “Rebibbia” di Roma.
L’uomo, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale, a seguito di diniego del riconoscimento dello status di protezione internazionale e trattenuto, dallo scorso 17 luglio, presso il C.P.R. (Centro di Permanenza per i Rimpatri) di Roma Ponte Galeria, è indagato per contatti telefonici effettuati dal C.P.R. di Potenza.
Ad eseguire il fermo, i militari dell’Arma della Compagnia di Roma Eur, su delega della Procura della Repubblica di Roma, che hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal Gip del locale Tribunale che ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per lo straniero.
L’uomo era già stato condannato per atti persecutori nei confronti della stessa donna, in un altro procedimento.
In prosecuzione, rispetto alle condotte già contestate, dopo aver espiato la pena lo scorso 24 aprile, sulla base delle denunce presentate ai Carabinieri della Stazione di Roma Villa Bonelli, ora è gravemente indiziato, con condotte reiterate di avere aggredito e minacciato nuovamente la stessa donna, cagionandole un perdurante e grave stato di ansia e paura e un concreto timore per la propria incolumità personale in ragione della gravità delle minacce, in alcuni casi anche facendo riferimento a una pistola.
In particolare, il 30 maggio scorso, è indiziato di aver effettuato 21 telefonate alla donna, per un approccio e minacciandola di morte.
Nei giorni successivi, fino al 9 giugno, aveva effettuato, anche in orario notturno, più di 260 tentativi di chiamata rimasti senza risposta; il 10 giugno l’aveva ancora chiamata minacciandola nuovamente di morte, dicendole che le avrebbe tagliato la testa; dal 28 al 30 giugno, le aveva effettuato ben 146 chiamate, infine, il 9 luglio scorso, l’aveva ricontattata telefonicamente cercando, per l’ennesima volta, un contatto.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, come informato in redazione oggi, quando hanno saputo che all’uomo era stato negato il riconoscimento dello status di protezione internazionale, quindi era uscito dal C.P.R. ed era di nuovo libero, ma irregolare sul territorio nazionale, si sono subito attivati per assicurare una scorta alla vittima e garantirle protezione, sino alla serata di ieri.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
