
CRONACA – COMO, LA GDF SCOPRE 4 LAVORATORI “IN NERO” IN UN CANTIERE A COLONNO. IMPRESA EDILE CINESE SANZIONATA – Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Como, nel quadro del dispositivo volto al controllo economico del territorio lariano, ha individuato nella giornata di ieri 4 lavoratori “in nero” di etnia sinica. Le Fiamme Gialle della Compagnia di Menaggio, nello svolgimento di attività di polizia economico-finanziaria ai fini del contrasto del sommerso da lavoro e irregolare, hanno notato alcune persone prestare la propria opera lavorativa in un cantiere edile sito nel comune di Colonno. I militari pertanto, dopo aver individuato le possibili vie di fuga dall’area del cantiere sono intervenuti identificando 6 uomini impegnati ad eseguire opere di ristrutturazione quali la realizzazione di una scalinata e l’intonacatura delle pareti all’interno di un cantiere nei pressi della strada statale. I lavoratori, colti di sorpresa hanno tentato di dissimulare le ragioni della loro presenza sul luogo assumendo anche atteggiamenti non collaborativi, tuttavia il tentativo di sfuggire al controllo è risultato infruttuoso proprio in virtù della tempestività dell’azione dei finanzieri.
Dopo aver verificato la regolare presenza sul territorio dei cittadini stranieri, i finanzieri hanno proceduto con il riscontro della loro assunzione presso l’impresa milanese incaricata dei lavori, anch’essa gestita da cinesi. Il controllo ha fatto emergere che 4 dei sei lavoratori erano “in nero”. Uno di essi, è risultato in possesso di partita iva per l’esercizio di attività di somministrazione di cibo e bevande e comunque non alle dipendenze della società incaricata dei lavori o non legato a quest’ultima da alcun tipo di contratto.
Conseguentemente, sono scattate le relative sanzioni comprese tra 30 mila e 175 mila euro e atteso il
superamento della soglia del 10% di lavoratori “in nero” presenti sul luogo ispezionato, la sanzione accessoria della sospensione dell’attività. Dall’inizio dell’anno, i finanzieri della Compagnia di Menaggio hanno individuato 16 lavoratori in “nero/irregolari”. Le operazioni descritte testimoniano la costante azione della Guardia di Finanza nel contrasto all’illegalità, con l’obiettivo di arginare ogni forma di abuso a tutela degli imprenditori e dei lavoratori che operano nel rispetto delle leggi. PRATO, DUE ARRESTI ESEGUITI DALLA GDF PER SFRUTTAMENTO DI LAVORO NEI CONFRONTI DI 23 LAVORATORI IMPIEGATI IN TRE IMPRESE DELLA PROVINCIA. INDIVIDUATO ANCHE UN PREGIUDICATO DESTINATARIO DI ORDINE DI ESECUZIONE CAUTELARE PER ESTORSIONE. Militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Prato, in sinergia con personale appartenente al Dipartimento delle Prevenzione dell’Asl Toscana Centro e militari del Nucleo Investigativo Reparto Operativo e del Nucleo Tutela del Lavoro del Comando Provinciale Carabinieri di Prato, nel quadro di un’attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica hanno effettuato, in sequenza, attività di perquisizione,
ispezione e sequestro nei confronti di tre aziende gestite da imprenditori sinici, ubicate a Prato, aventi a oggetto produzione di capi di abbigliamento con macchine cucitrici, attività di confezionamento di abbigliamento e confezione in serie di abbigliamento esterno. L’attività espletata ha permesso di individuare una condizione di sfruttamento lavorativo nei confronti di 23 lavoratori, impiegati nelle tre suddette imprese, risultati privi di permesso di soggiorno, in larga misura di nazionalità cinese e in parte di nazionalità pakistana. La condizione di sfruttamento è consistita in 12 ore di lavoro, e in alcuni momenti anche superiore, 7 giorni su 7 lavorativi, con retribuzione a cottimo non congrua sotto soglia minima legale, normalmente in
contanti salvo che per alcuni regolari ai quali veniva corrisposta una piccola parte con bonifico e parte più consistente in contanti, e condizioni alloggiative e igienico sanitarie precarie, con lavoratori indotti a dormire in alloggi procurati dal datore di lavoro. All’interno di una delle aziende è stato individuato, fra gli altri, un lavoratore, il quale pure avendo fornito false
generalità, è stato identificato in un pregiudicato condannato alla pena definitiva di 3 anni e mesi 6 di reclusione e, perciò, destinatario di un ordine di esecuzione emesso dalla Procura di Prato per il delitto di tentativo di estorsione aggravata in concorso, posta in essere presso la sede della società di una società, esercente
attività di confezione pronto moda, consistita nel pretendere, insieme ad altre 4 persone, utilizzando
violenza e minaccia, estrinsecatesi nel prendere a calci, pugni e schiaffi, il versamento di 20.000 euro da parte dell’imprenditore cinese titolare dell’impresa citata. Il condannato è attualmente detenuto presso la casa circondariale di Prato. L’arrestato è risultato destinatario, altresì, di autonoma ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal
Giudice per le Indagini Preliminari di Firenze in data 18 gennaio 2018, nell’ambito del procedimento penale. PORDENONE, CONTROLLI DELLA GDF AI “COMPRO ORO”. SANZIONATE 3 ATTIVITÀ. I finanzieri del Comando Provinciale di Pordenone hanno condotto una serie di controlli alle attività di “compro oro” del Friuli Occidentale, scoprendo, in 3 di esse, gravi violazioni alla normativa di settore, il D.Lgs. 92/2017, tali da comportare l’applicazione di sanzioni da 13.000 a 130.000 euro. I controlli, coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pordenone ed eseguiti da tutti i Reparti dipendenti, hanno permesso di individuare gravi mancanze nella gestione delle attività economiche, tra cui la corretta identificazione della clientela e dei venditori di oggetti preziosi e l’omissione delle cc.dd.
“segnalazioni per operazioni sospette”, obbligatorie quando si ritenga che la controparte privata stia ponendo in
essere un’operazione di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo. In un “compro oro” del capoluogo, le Fiamme Gialle del Gruppo di Pordenone hanno rilevato il mancato
inserimento, nelle “schede di registrazione preziosi usati”, delle informazioni relative alla destinazione data agli oggetti, abbinata, in alcuni casi, alla mancanza delle previste immagini digitali. Il controllo ha, poi, permesso di contestare la superficiale esecuzione di un’operazione di acquisto e permuta preziosi che, per l’elevato valore (oltre 17.000 euro) e per l’imprecisa identificazione del cliente, peraltro residente in altra regione, avrebbe dovuto essere segnalata all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. I Militari hanno, infine,
riscontrato, in violazione agli obblighi di tracciabilità, l’esecuzione di permute di valore singolarmente
superiore ad € 500. Nei confronti del soggetto controllato sono state, pertanto, contestate sanzioni da € 9.000 a €
90.000. In un esercizio dell’avianese, gli stessi finanzieri del Gruppo di Pordenone hanno riscontrato il mancato
inserimento, nelle “schede di registrazione preziosi usati”, delle informazioni relative alla destinazione data agli oggetti, abbinata, in alcuni casi, alla mancata allegazione delle previste immagini digitali. All’operatore è stata
contestata una sanzione amministrativa da € 2.000 a € 20.000. In un’attività del maniaghese, i finanzieri della Tenenza di Spilimbergo hanno, invece, riscontrato la violazione
degli obblighi di conservazione dei dati acquisiti, contestando una sanzione amministrativa da € 2.000 a € 20.000. L’impegno della Guardia di Finanza di Pordenone mira, come sempre, a garantire una leale competizione tra gli operatori economici del territorio, reprimendo quelle condotte che, oltre a ledere la concorrenza, possano agevolare la commissione di reati gravi come il riciclaggio od il finanziamento al terrorismo. Ad informarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, VOLEVA FARE IL GIRO DEL MONDO CON IL CAMPER RUBATO. 33ENNE DENUNCIATO DAI CARABINIERI. A Roma, in piazza d’Aracoeli, un uomo a bordo di un camper, in evidente stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol, ha iniziato a infastidire alcuni passanti. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia che ha identificato l’uomo, un cittadino lituano di 33 anni, senza fissa dimora. Dal controllo è emerso che il camper su cui viaggiava era stato denunciato rubato. Alla richiesta di spiegazioni, l’uomo ha riferito di voler fare il giro del mondo in camper, mostrando ai militari anche una cartina turistica. Al termine degli accertamenti, è stato denunciato alla Procura della Repubblica per ricettazione, mentre il veicolo è stato restituito alla proprietaria che ne aveva denunciato il furto. A segnalarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – Nonostante il clima favorevole, come segnalato da “Il Meteo“, in Italia, non mancheranno alcune nuvole in montagna. Infatti, i rilievi del Nord e i crinali appenninici del Sud potrebbero registrare addensamenti pomeridiani, ma si tratterà di fenomeni limitati e senza effetti significativi. Tuttavia, è sempre meglio rimanere aggiornati, poichè la Primavera può riservare sorprese meteo, con l’atmosfera che non ha ancora raggiunto la stabilità tipica dell’Estate.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
