
“La situazione politica e istituzionale lucana è sempre più inquinata dall’intreccio con le lobby economiche e il business del petrolio e dei rifiuti e dopo aver denunciato l’assurdità che la Regione Basilicata ha aperto una trattativa con l’Eni per ottenere donazioni economiche aggiuntive alle royalties del petrolio, vogliamo mettere all’attenzione dell’opinione pubblica un’altra vicenda intrisa di oscure incompatibilità e sovrapposizioni tra interessi pubblici e interessi privati”.
Con queste parole, Piernicola Pedicini, eurodeputato del M5s e coordinatore della Commissione Ambiente e Sanità ci aggiorna su un processo che partirà il prossimo 6 novembre nel Palazzo di Giustizia di Matera aggiungendo che – alcuni giorni fa, il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha nominato Capo di Gabinetto del suo ministero, Ernesto Somma, uno degli azionisti, insieme ai fratelli Francesco e Michele, della “Tecnoparco Valbasento Spa” di Pisticci, in provincia di Matera, la società sottoposta a vari procedimenti giudiziari per illeciti connessi al ciclo dei rifiuti petroliferi e a illeciti ambientali, in più la famiglia, un più, la famiglia Somma, attraverso la società Impes Service, ha da tempo forti legami con l’Eni in relazione alla realizzazione del Centro Oli di Val d’Agri”.
“Oltre a questo, la cosa più grave – prosegue Pedicini – è che la “Tecnoparco Valbasento Spa” ha come socio di maggioranza, con il 40% delle quote, il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Matera che è un organismo pubblico della Regione Basilicata e il restante 60% è in mano alla Finpar Spa della famiglia Somma (20%), alla Termomeccanica Ecologia Spa (20%), che ha come maggior azionista Banca Intesa Sanpaolo e a Energia Spa (20%), di cui, però, non siamo riusciti a capire chi c’è dietro”.
“A capo del Consorzio per lo Sviluppo Industriale c’è, come amministratore unico, Carlo Chiurazzi, alto dirigente del “Partito Democratico” lucano, già senatore, consigliere e assessore regionale e a capo della “Tecnoparco Valbasento Spa”, come amministratore delegato – continua il parlamentare pentastellato – vi è Michele Somma, quindi, appare con chiarezza che la Regione Basilicata, presieduta dagli ultimi tre governatori Pd, Marcello Pittella, Vito De Filippo e Filippo Bubbico, ha rapporti di “affari” con “Tecnoparco Valbasento Spa”, che è una società sott’inchiesta e sotto processo per questioni gravissime, di cui fa parte una famiglia che lavora con l’Eni e ora ha messo le mani sul ministero dello Sviluppo, lo stesso ministero che dovrebbe controllare l’Eni e rilascia anche le autorizzazioni per la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi, insomma, un corto circuito di interessi enormi, così come è stato denunciato in un’interrogazione presentata da 17 senatori del “Movimento 5 Stelle” lo scorso 12 ottobre, evidenziando che Ernesto Somma, in qualità di nuovo capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo, è incompatibile perchè, insieme ai fratelli, è socio di “Tecnoparco Valbasento Spa” e perchè per vari anni si è occupato del contestato gasdottoTap in costruzione nel Salento, prima lavorando alla Regione Puglia e poi direttamente con il consorzio svizzero che lo sta realizzando ed anche per il Tap è sempre il ministero dello Sviluppo che rilascia le autorizzazioni”.
“Un’altra conferma, degli intrecci trasversali della famiglia Somma con la politica lucana, l’abbiamo avuta la settimana scorsa, quando a Potenza c’è stato un mega convegno organizzato dai fratelli Somma per ricordare, attraverso la neonata “Fondazione Faustino Somma”, il padre imprenditore scomparso nel 2014 e al convegno, guarda caso, erano presenti Marcello Pittella, Vito De Filippo e Filippo Bubbico, oltre al vice ministro allo Sviluppo, Teresa Bellanova, il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia e altri personaggi delle istituzioni, della politica e del mondo economico lucano”.
“Non mancava il centrodestra con, in evidenza, il deputato ex “Forza Italia”, Cosimo Latronico, ora di “Direzione Italia” di Fitto – conclude Piernicola Pedicini – questa una prova di forza dei tre fratelli Somma, per ricordare alla politica lucana che loro, nonostante le vicende giudiziarie e le questioni ambientali di Tecnoparco, sono in prima fila per intervenire sulle prossime elezioni politiche e regionali e per continuare la gestione delle grandi operazioni economiche e finanziarie che riguardano le estrazioni petrolifere, lo smaltimento dei rifiuti e il settore energia in Basilicata”.
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