
È incredibile, ma vero, in Basilicata, a Potenza, i “Mercatini di Natale 2018“, restano chiusi in questi giorni di festività.
24 casette fittate da altrettanti artigiani del posto, per la somma di 150 euro cadauno dallo scorso 8 dicembre al 6 gennaio prossimo, giorno dell’Epifania, che dovrebbero essere aperte dalle ore 10.00 alle ore 13.00 della mattina e dalle ore 17.00 alle ore 21.00 della sera e, invece, ieri erano aperte soltanto 4 ed oggi 6.
È sicuramente una contraddizione che soltanto in questo capoluogo si rinnova di anno in anno.
Com’è possibile girare per il centro storico del capoluogo lucano e, oltre a trovare molti negozi chiusi, nei giorni di festa, anche i mercatini allestiti in piazza Mario Pagano, in pieno centro storico cittadino, proprio in occasione di queste festività?
Una domanda alla quale nessuno riesce a rispondere.
Sui social network, da settimane si critica l’amministrazione comunale, ma anche il nuovo governo.
La verità è che ogni cosa accada in questa città la colpa è sempre della politica che ci governa, ma ricordiamo che la politica è fatta di persone che avete votato.
Non è davvero una situazione piacevole questa, ma, purtroppo, è la realtà di sempre.
Il pienone, invece, lo troviamo la tarda sera, nei locali notturni dove passando velocemente abbiamo notato un consumo esagerato di bevande alcoliche, una moda che continua con spinelli gustati anche seduti per terra nei vicoli del centro storico, sopratutto il sabato notte.
La colpa non è dei giovani, ma di tutto ciò che hanno appreso da noi in questi ultimi anni.
Intanto le chiese restano vuote non solo in città, più che mai, sopratutto dopo il caso di Elisa Caps, la scuola educa ciò che crede, il lavoro manca, le pene per i delinquenti incalliti sono lieve, i tribunali incasinati di processi che durano lunghissimi anni per una sentenza, gli ammalati, anziani e pensionati abbandonati dalle istituzioni e tutto il resto è lontanissimo dai tempi di una volta.
Nel frattempo, sui social network ci scambiamo auguri con persone mai conosciute, predicando conoscenza di tutto, ma forse è bene farsi un mea culpa, ricominciare tutto daccapo e restare di più in silenzio.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
