
P.D., di anni 52, C.D., di anni 51 e P.G., di anni 29, tutti pugliesi, di Castellaneta, in provincia di Taranto, sono stati tratti in arresto all’alba di oggi, mercoledì 23 settembre.
Ad eseguire i fermi durante un’operazione denominata “Fuoco amico“, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia.
I tre, sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di incendio in concorso e di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine è iniziata dopo un incendio sviluppatosi lo scorso 25 febbraio, alle ore 23.20 circa, nella concessionaria ed officina “F.lli Pinto“, nel centro di Castellaneta.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, quella sera, ignoti, dopo aver tranciato la rete metallica di recinzione dell’attività commerciale, con del liquido infiammabile avevano appiccato il fuoco.
Le fiamme, domate dai Vigili del Fuoco, provocarono ingenti danni al fabbricato, con la distruzione di vari documenti contabili, 12 computer, stampanti e materiale informatico, oltre a due autovetture.
Le indagini, anche supportate da attività tecnica con l’esame dei filmati delle telecamere di videosorveglianza e acquisizioni testimoniali, hanno evidenziato i gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in relazione all’incendio con l’individuazione del mandante e dell’esecutore materiale, per due di loro e al reato di detenzione e spaccio di cocaina, eroina ed hashish, da parte dell’esecutore materiale dell’incendio in questione, in concorso con altri tre indagati, estranei alla vicenda dell’incendio, di cui uno destinatario della misura cautelare personale.
Nel corso dell’indagine, è emerso che il mandante era legato alle vittime, da rapporti di amicizia e professionali, essendo un fabbro, con l’officina attigua al luogo incendiato.
Quindi, il presunto movente è dovuto a futili motivi, in relazione ai sopraggiunti dissapori, avendo le vittime commissionato dei lavori ad altro artigiano del luogo, anzichè al mandante.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
